Mentre per molti studenti di Busto Arsizio il sogno olimpico si è spento prima di iniziare, tra le tribune della Ice Hockey Arena Milano Santa Giulia c’è chi è riuscito a gridare "Goal". Dopo i casi dei biglietti sfumati che hanno interessato gli istituti Maria Immacolata, Pontida, Bellotti e Tommaseo (LEGGI QUI) – nonostante l’interessamento dell’amministrazione comunale e la solidarietà delle società sportive locali (LEGGI QUI) – una delegazione dell’istituto comprensivo Galileo Galilei è riuscita a vivere dal vivo le emozioni della rassegna a cinque cerchi.
Lunedì 16 febbraio, un gruppo composto da trenta persone tra alunni delle scuole secondarie Galilei di Borsano e Parini di Sacconago, accompagnati da genitori e docenti, ha assistito alla semifinale di hockey su ghiaccio femminile di Milano-Cortina 2026 che ha visto affrontarsi USA e Svezia. Un’opportunità nata sotto il segno della trasparenza: l’altissimo numero di richieste arrivate alla scuola ha infatti reso necessaria un’estrazione ufficiale, organizzata con il supporto del Comitato Genitori, per assegnare i posti disponibili.
Una squadra affiatata
Il gruppo che ha raggiunto Milano era composto da una rappresentanza trasversale della scuola secondaria, con alunni delle classi prime, seconde e terze, inclusi studenti con disabilità, a conferma della volontà di rendere l'uscita un momento di piena inclusione. Ad accompagnare i ragazzi e a curare l'organizzazione sono stati i docenti Francesca Cozzi e Daniele Virgilio, insieme ai colleghi Paola Tovaglieri, Andrea Inzaghi, Antonino Martinez e Antonio Borghetti.
Sul ghiaccio milanese, la corazzata statunitense ha dominato l’incontro vincendo per 5-0, staccando il pass per la finalissima contro il Canada (vittorioso sulla Svizzera), in programma proprio oggi alle 19.10, sempre nell’arena di Santa Giulia. Ma oltre il risultato sportivo, a restare impressa è stata l’atmosfera.
I valori dello sport
«Scuola, famiglia e sport si sono uniti in un unico grande abbraccio olimpico - racconta la docente coordinatrice Francesca Cozzi - Per l’Istituto Galilei è stata un’esperienza indimenticabile. Entrare in un’arena olimpica non è stato solo assistere a una partita, ma vivere in prima persona un momento storico».
Il clima all'interno dell’impianto, tra bandiere, luci e tifo internazionale, ha lasciato il segno. «L’atmosfera era carica di energia» prosegue l'insegnante. «I ragazzi hanno provato emozioni intense: adrenalina, stupore e orgoglio nel sentirsi parte di un evento seguito in tutto il mondo. Quello che ha colpito tutti è stato il valore dello sport come strumento di unione e, soprattutto, il grande rispetto per l’avversario».
La riuscita dell’uscita didattica rappresenta un traguardo non scontato, viste le complessità organizzative e i precedenti intoppi burocratici che hanno penalizzato altri studenti del territorio. «La gestione dei biglietti e la risoluzione delle difficoltà legate alle procedure hanno richiesto impegno e dedizione - conclude la docente - Oggi l’ascolto dei racconti entusiasti dei ragazzi ha ricompensato tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte. Abbiamo dimostrato quanto sia importante offrire ai giovani occasioni autentiche di crescita».







