Fondazione scuole materne, dopo il tamtam fra i genitori e il presidio in strada, dopo l'incontro in sala consiliare e dopo la più recente comunicazione del sindaco su aumenti contenuti delle rette nell'ambito di una situazione comunque evoluzione (vedi QUI), Obiettivo Comune Gallarate torna sul caso, con il suo consigliere Massimo Gnocchi. Il comunicato della formazione civica, "enciclopedico", torna sulla natura stessa della Fondazione, ne ripercorre i bilanci, attacca l'Amministrazione comunale su gestione, scelte politiche, modalità di comunicazione, andando anche a pescare dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dal presidente della realtà dedicata all'infanzia.
Di seguito il testo integrale.
Facciamo una doverosa premessa: la fondazione scuole materne è un ente a personalità giuridica pubblica di fatto controllato dal comune di Gallarate che, in forza dello statuto approvato nel 2004 nomina, per provvedimento del Sindaco, sia il presidente che tutti i componenti del cda. Quindi Cassani dal 30 settembre 2016 ha sempre deciso con la sua coalizione evidentemente concorde, chi dovesse gestire la fondazione e soprattutto come, ovvero con quale sostegno economico pubblico attraverso l'annuale contributo corrente deliberato dal consiglio comunale.
Partiamo dal primo dato: dal 2017, primo bilancio dell'amministrazione Cassani ad oggi sono stati erogati oltre 7,5 milioni di spesa corrente. Come da bilanci pubblicati in virtù delle disposizioni dell'Agenzia Anticorruzione per i soggetti ex ipab di fatto controllati dai comuni interessati, la fondazione è stata in utile sino al 2020, poi nel 2021-2022-2023 ha, come molte realtà, accusato il periodo covid e segnato perdite di esercizio rispettivamente di 76.000 euro, 102.000 e 122.000 a fronte di contributi comunali costantemente decrescenti.
Nell'ultimo bilancio disponibile, ovvero il 2024, è rispuntato un utile di 43.000 euro circa ed è stato rifocillato a circa 200.000 euro il fondo di dotazione.
Nel 2024 si sono registrati il numero di dipendenti più basso degli ultimi 10 anni nel numero di 63 -che si legge siano tali anche nel 2025- a fronte del numero di bambini iscritti sostanzialmente stabile dal 2021 attorno alle 340 unità, classi primavere comprese.
Dato questo quadro contabile inoppugnabile, quello che è emerso nelle ultime settimane con l'annunciato aumento consistente delle rette e la chiusura delle classi primavera ha il sapore della farsa condita da una quantità di balle raccontate notevoli. Il tutto con in mezzo, ovviamente un servizio usato in larghissima parte da gallaratesi per bambini gallaratesi ed una istituzione, quale quella della Fondazione, da sempre considerata una delle preziose realtà istruttive dell'infanzia della città da moltissimi anni.
Periodo covid a parte, quindi, i bilanci mostrano una realtà in normale funzionamento anche in virtù dei contributi pubblici erogati come indicato dallo Statuto fondativo e che nessuno ha mai contestato né sognato di diminuire sotto la soglia di garanzia per una buona operatività del servizio. Salvo nel 2020, infatti, negli ultimi 10 anni l'incidenza a bilancio degli stessi contributi è sempre stata sotto la soglia limite di riferimento del 50% (peraltro non tassativo) toccando addirittura il minimo nel 2023 col 43,79% e poco oltre nel 2024 col 44,86%. Ora vedremo il 2025 dove comunque è certo che il numero dipendenti è rimasto invariato a 63.
Tanto bene andava la Fondazione che il 12 novembre 2024 il neo insediato Presidente Castoldi, affermava questo a varesenews: "eredito da Antonio Antenore una situazione ottimale, è stato fatto un ottimo lavoro». Cosa che ribadiva poi pubblicamente a commento del positivo consuntivo 2024 con un'intervista alla Prealpina a maggio 2025 -9 mesi fa!!- con la quale confermava appunto, la buona salute della Fondazione a "dimostrazione che il cda ha mostrato concretezza del percorso intrapreso con tagli agli sprechi ed una gestione più oculata delle risorse".
Cosa è dunque successo in queste ultime settimane che hanno visto un drastico cambiamento di scenario? Nulla, evidentemente. Semplicemente questa amministrazione, come aveva già lasciato intendere a luglio 2025 con il primo taglio significativo dei contributi, ha deciso di cambiare impostazione ed anche su questo tema, pur caro alla famiglia (in questo caso alle famiglie gallaratesi perché i bambini nei 4 asili sono quasi tutti gallaratesi) che loro dicono di avere a cuore, si intende stabilire che chi utilizza un servizio a domanda individuale rispetto alla collettività lo deve pagare in larga parte. Un principio, per verità, che avrebbe anche una logica, ma che per buonsenso non dovrebbe toccare certi servizi ritenuti importanti e, soprattutto, dovrebbe arrivare ad essere introdotto gradualmente e per passi e non con rette che aumentano del 40-50% dall'oggi al domani. Un principio peraltro che se valido si doveva primariamente applicare anche agli interventi di spesa pubblica importanti avviati da questa amministrazione per opere non indispensabili come il palazzetto dello sport o, per stare alla scuola, sul Minoletti.
Dove, lo ricordo, l'amministrazione utilizza quasi 8 milioni di denaro pubblico tra acquisto e ristrutturazione per poi dare in gestione l'edificio ad un canone di affitto basso di 95.000 euro anno per 20 anni ad una scuola privata (ITS Incom) che sarà frequentata perlopiù da studenti non gallaratesi. Quello delle scuole materne della Fondazione a mio parere e di tutta OCG, chiariamolo, è un servizio che ritengo vitale per la città per la sua estensione oraria e la sua storica efficienza. L'ha sempre pensata così anche questa amministrazione peraltro e se ora ha cambiato idea ne prendo atto ma lo faccia in modo trasparente ed assumendosene la responsabilità della scelta nei modi e nella forma. Che sono assolutamente non condivisibili anche se tradiscono un metodo di gestione della cosa pubblica che riteniamo lontano dalla correttezza che andrebbe tenuta specie con questioni legate ai bambini.
Un plauso infine ai genitori ed al personale della fondazione che molto civilmente, e pur largamente capaci di soppesare le grandi contraddizioni emerse a goffa giustificazione di questo agire che è tutto a carico di chi governa la città, hanno mostrato fermezza e capacità di confronto. Hanno messo sul tavolo una proposta, che è largamente condivisibile e che, a conti fatti, è quasi sovrapponibile a quella avanzata, con la relativa richiesta di convocazione del consiglio comunale, da ben 9 consiglieri comunali espressione della opposizione a questa assurda e grave decisione.
Sento nelle orecchie l'eco delle parole del Sindaco che dopo aver definito "carrozzone" la fondazione che lui di fatto guida nel caso distrattamente da 10 anni, adombra "strumentalizzazione politica". Come da copione, quando non sa più argomentare semplifica che sono tutti manipolatori e, perché no, komunisti.
Come in altre occasioni, invece, avendo molti torti al pari del "suo" Cda evidentemente cerca solo di gettare fumo. In questo senso personalmente avverto che se, come sembra da alcuni riscontri di stampa, è intenzione di questa amministrazione proporre emendamenti alla mozione organica avanzata dalla opposizione, che lo facciano in maniera trasparente e chiara nonché coi tempi dovuti e non poco prima dell'inizio del consiglio comunale.
Al netto del fatto che è curioso come sino ad ora mai le istituzioni che rappresentano tutta la città abbiano avuto modo di parlarne, ovvero la commissione consigliare e appunto il consiglio, e che quest'ultimo se ne occuperà solo per iniziativa dei 9 richiedenti, una simile gestione della vicenda (fatta di comizi vari col minimo sindacale di contraddittorio) risulta non solo imbarazzante ma anche decisamente irrituale.