Attualità - 04 ottobre 2026, 15:29

Maldive: procura Busto Arsizio, "sub italiani morti per totale mancanza di ossigeno"

Sono queste le conclusioni consegnate dai consulenti dopo le autopsie eseguite a Gallarate: si sarebbero trovati nell'impossibilità di respirare mentre erano a circa 60 metri di profondità

Maldive: procura Busto Arsizio, "sub italiani morti per totale mancanza di ossigeno"

I cinque sub italiani che hanno perso la vita alle Maldive il 14 maggio scorso sono morti per la "totale mancanza di ossigeno" nelle bombole. Sono queste le conclusioni consegnate dai consulenti della Procura di Busto Arsizio dopo le autopsie eseguite tra il 25 e il 26 maggio all'ospedale di Gallarate. Lo riporta il Corriere della Sera. Nella tragedia morirono la professoressa Monica Montefalcone, docente dell'Università di Genova, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino, il neolaureato Federico Gualtieri e il capobarca e guida subacquea Gianluca Bendetti.

Oltre al medico legale Luca Tajana e alla tossicologa Cristiana Stramesi, entrambi dell'Università di Pavia, ha partecipato alla consulenza anche Luciano Ditri, specialista in medicina sportiva e subacquea. A lui spetta il compito di contestualizzare gli esiti degli accertamenti, ma ogni conclusione definitiva è rinviata al confronto con i risultati delle analisi sul materiale recuperato. Per tutti la causa della morte è stata l'anossia, ossia la totale mancanza di ossigeno. I sub si sarebbero trovati nell'impossibilità di respirare mentre si trovavano a circa 60 metri di profondità, oltre il tempo consentito dall'autonomia delle bombole. Sui motivi che li hanno portati a perdere minuti preziosi, al momento, si possono formulare soltanto ipotesi. Poiché dagli esami tossicologici, effettuati per verificare l'eventuale presenza di sostanze in grado di provocare morte o perdita di coscienza, non sono emerse anomalie, prende quota l'ipotesi che il gruppo possa aver perso l'orientamento. Le autopsie non hanno inoltre evidenziato lesioni tali da far pensare a un attacco di squali, presenti in quelle acque, né a un incidente che abbia richiesto l'intervento degli altri sub. Per chiarire definitivamente cause e dinamica della tragedia sarà però necessario incrociare questi risultati con le analisi dell'attrezzatura utilizzata: telecamere GoPro, bombole, computer subacquei e strumenti da polso.

La palla passa ora alla Procura di Roma, titolare del fascicolo per omicidio colposo, che dovrà decidere i prossimi passi. La Procura di Busto Arsizio si era infatti attivata su delega, poiché le autopsie dovevano essere eseguite nell'ospedale attrezzato più vicino allo scalo di arrivo delle salme.

(Red-Cro/Adnkronos)

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU