Hanno preso il via oggi, lunedì 25 maggio, all'obitorio dell'ospedale di Gallarate, le autopsie sui cinque sub italiani deceduti nelle grotte dell'atollo di Vaavu, alle Maldive. Gli esami di oggi, iniziati poco dopo le 13, hanno riguardato Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.
Il procedimento, inquadrato nell'indagine per omicidio colposo plurimo aperta dalla Procura di Roma, vede la Procura di Busto Arsizio gestire la fase degli accertamenti tecnici. Il compito della pm Nadia Calcaterra è quello di coordinare i rilievi scientifici sui corpi per determinare con certezza le dinamiche della tragedia.
Lo stato delle indagini
Dalle prime due autopsie non sono emersi rilievi particolari sulle salme, ma si attende l'esito dell'esame tossicologico, fondamentale per verificare se le morti siano riconducibili a un malfunzionamento delle attrezzature, a un errore umano o a condizioni ambientali avverse. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti rimane il possibile disorientamento in grotta dovuto alla scarsa visibilità provocata dai sedimenti corallini, oltre alla tenuta delle miscele di gas utilizzate.
In parallelo, prosegue l'analisi sul contesto della spedizione. Se l'Università di Genova ha sottolineato come l'immersione non rientrasse tra le attività istituzionali della missione scientifica, i legali delle famiglie Montefalcone e Sommacal hanno espresso riserve sulla versione dell'Ateneo, sostenendo che i vertici universitari fossero a conoscenza delle attività svolte durante la crociera.
Il prosieguo degli esami
Il lavoro dei periti continuerà domani, martedì 26 maggio, quando, dopo le 11.30, verranno sottoposte ad autopsia le salme di Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino.
Per il deposito della relazione peritale completa sono stati richiesti novanta giorni. Tuttavia, è possibile che le salme vengano restituite alle famiglie nei prossimi giorni, una volta ricevuto il nulla osta, aprendo la strada alla celebrazione dei funerali entro il fine settimana. Resta infine centrale l'analisi delle "go-pro" recuperate dal rescue team finlandese, ritenute determinanti per ricostruire i movimenti dei sub all'interno dei cunicoli marini, fino alla profondità di 60 metri dove è avvenuto il decesso.




