C’è un’immagine che resterà impressa nel cuore di chi martedì 4 agosto ha partecipato ai funerali di Giulia Balossi nella chiesa parrocchiale di Buscate. Per tutta la durata della celebrazione una farfalla ha continuato a volare leggera sopra la bara, tra i banchi e attorno all’altare, quasi seguendo ogni momento della liturgia. Un episodio inatteso, osservato da centinaia di persone, che ha suscitato commozione e stupore. Per molti è stato un segno, un delicato simbolo di quella luce che Giulia aveva saputo donare durante tutta la sua vita.
La celebrazione è stata attraversata da un’omelia intensa e profondamente umana, nella quale il parroco ha ripercorso la storia di una donna che, nonostante la malattia, non ha mai smesso di essere un punto di riferimento per chi le stava accanto. Ha ricordato l’incontro con mamma Noemi, invitandola a guardare oltre il dolore e a continuare a sostenere Roberto, Andrea e Tommaso, rinsaldando quel legame familiare che Giulia aveva contribuito a rendere così forte. Più volte il sacerdote ha richiamato il titolo del racconto scritto dal marito Roberto Robino, “Il ritorno del sole”, trasformandolo nel filo conduttore della sua riflessione. «Quel sole - ha spiegato - non rappresentava soltanto il ritorno a casa di Giulia dopo il lungo ricovero, ma era soprattutto il simbolo della donna che lei è stata: "un sole vivo e vivificante" per la sua famiglia, capace di illuminare i giorni sereni e, ancora di più, quelli segnati dalla sofferenza».
Il parroco ha ricordato come la malattia abbia fatto emergere nella famiglia un’attenzione reciproca ancora più profonda, una delicatezza nuova tra marito, figli e madre, trasformando il dolore in un’esperienza di amore condiviso. «Giulia - ha detto - continuerà a essere «un sole luminoso e fonte di speranza» per Roberto, per Andrea e Tommaso, per mamma Noemi e per tutti coloro che l’hanno conosciuta».
E mentre queste parole risuonavano nella chiesa, quella piccola farfalla continuava il suo volo silenzioso. Si posava, ripartiva, attraversava l’assemblea, ritornava vicino al feretro. Nessuno riusciva a distogliere lo sguardo. In un momento segnato dal dolore, quella presenza così fragile sembrava riportare un senso di pace.
Il parroco ha concluso affidando Giulia a Cristo, il "sole vero", ricordando che ora è chiamata a preparare un posto per i suoi cari e a indicare loro, ogni giorno, la strada verso la luce e la pace di Dio. «Così sarai sempre con noi», sono state le sue parole finali.
Al termine delle esequie, tuttavia, molti fedeli continuavano a parlare di quella farfalla. Ognuno le ha attribuito il significato che custodisce nel proprio cuore. C’è chi l’ha vista come un semplice e suggestivo evento della natura e chi, nella fede, vi ha letto un simbolo di speranza e di vita che continua. Di certo, il suo volo leggero ha accompagnato l’ultimo saluto a Giulia Balossi, rendendo ancora più intensa una celebrazione già carica di emozione.




