Storie - 14 febbraio 2026, 10:14

Giulia e Roberto, il ritorno del sole: l’amore che ha sconfitto la paura

Nel giorno di San Valentino, Roberto Robino racconta la malattia della moglie Giulia e la forza di una famiglia che non si è arresa. Un percorso doloroso, tra ospedali e rinascita, trasformato in testimonianza. «Il mio obiettivo è dare forza, speranza e determinazione a chi affronta un cammino simile»

Giulia e Roberto

Giulia e Roberto

Nel giorno di San Valentino, mentre si celebrano promesse e sentimenti, arriva una testimonianza che va oltre ogni retorica. È la storia di Roberto Robino di Buscate e di sua moglie Giulia Balossi di Busto Arsizio, un racconto di amore autentico, messo alla prova dalla malattia ma capace di trasformarsi in forza condivisa. “Il ritorno del sole” è il titolo che Roberto ha scelto per raccogliere i suoi pensieri: pagine intime, scritte per sua moglie, ma destinate a diventare un messaggio per tutti.

«Questo racconto è qualcosa che credo sia giusto condividere con altre persone», scrive nella prefazione. È la storia di una famiglia normale che all’improvviso deve reinventarsi per continuare il proprio cammino. Una prova durissima, affrontata con dolore e paura, ma anche con la consapevolezza che l’amore e la speranza possono rendere possibile ciò che sembra impossibile».

Il giorno che ha cambiato tutto

Il 7 gennaio 2025 resta una data impressa nella memoria di Roberto. Giulia comincia a stare male, accusa dolori sempre più forti e una debolezza inspiegabile. Poi, improvvisamente, non riesce più a muovere né le gambe né le braccia. La corsa in ambulanza, il pronto soccorso, gli esami frenetici. La diagnosi arriva come un colpo: grave infezione al midollo spinale. L’intervento è urgente. La notte prima dell’operazione è un susseguirsi di pensieri e paure. Roberto resta accanto a Giulia, le stringe la mano, cerca di infonderle coraggio mentre dentro sente il mondo crollare. L’intervento riesce a rimuovere l’infezione, ma i medici parlano di possibili danni permanenti. Giulia viene trasferita in rianimazione a Legnano, dove resterà per due mesi. Non può parlare a causa della tracheotomia. La comunicazione passa dagli sguardi, dai piccoli movimenti del viso, da silenzi che diventano parole. Ogni giorno Roberto le parla, le racconta dei figli, della casa, della vita che la aspetta fuori da quelle mura. Le ripete che non è sola, che l’amore della sua famiglia la sta aspettando.

Una famiglia che non si arrende

A casa, Andrea e Tommaso affrontano il dolore a modo loro. Andrea, quindici anni, continua a studiare e a giocare a calcio, ma con uno sguardo più serio, più maturo. Tommaso, tredici anni, cerca di alleggerire l’atmosfera con il suo carattere solare. Il Milan, le partite, le piccole discussioni sportive diventano àncore di normalità in un mare agitato. Accanto a loro c’è la nonna Noemi (nativa di Busto Arsizio), ottantacinque anni di forza e dedizione. È lei a sostenere la famiglia nella quotidianità, a cucinare, ad accompagnare i ragazzi, a offrire una parola nei momenti di sconforto. Ognuno combatte la propria battaglia silenziosa, ma nessuno si tira indietro.

Il ritorno della voce, il ritorno della luce

Dopo la rianimazione arrivano altri reparti, altre cure, altre attese. In pneumologia e poi in infettivologia si monitora la situazione, si combatte per ogni miglioramento. E finalmente arriva uno dei momenti più attesi: la rimozione della tracheotomia. Giulia torna a parlare. La sua voce è debole, ma è la sua. Per Roberto è come rivedere il sole dopo un lungo inverno. Il percorso prosegue in riabilitazione, tra esercizi e tentativi quotidiani. Ogni piccolo progresso è una conquista. Poi, il 7 maggio, quattro mesi esatti dopo quel drammatico 7 gennaio, Giulia torna a casa. Non guarita, ma viva, presente, con una luce nuova negli occhi.

Casa, un nuovo inizio

Il rientro tra le mura domestiche segna l’inizio di una nuova fase. La casa si adatta alla carrozzina, ai ritmi diversi, alle necessità quotidiane. Nulla è più scontato. Ogni gesto richiede attenzione e collaborazione. Andrea aiuta con discrezione, Tommaso corre sempre per primo quando la mamma ha bisogno, la nonna Noemi continua a essere il cuore silenzioso della famiglia. Roberto cerca di restare saldo, di far sentire Giulia amata e mai un peso. La malattia ha cambiato tutto, ma non ha spezzato il legame che li unisce. In mezzo alle difficoltà rimane una luce costante: la speranza.

Il giorno della rinascita

Il 10 luglio, giorno del compleanno di Giulia, la famiglia organizza una festa semplice ma carica di significato. Non è solo un compleanno, è la celebrazione di una rinascita. Palloncini, una torta fatta in casa, gli amici più stretti, i figli emozionati. Quando Giulia spegne le candeline, quel gesto diventa simbolo di una vita che continua e di un amore che ha saputo resistere.

Oggi Roberto guarda indietro con consapevolezza. Il dolore non è dimenticato, ma trasformato in forza. «Il mio obiettivo è quello di dare forza, speranza e determinazione, a tutte quelle persone che nella loro vita hanno o stanno affrontando un percorso simile», dichiara.

Nel giorno di San Valentino, la storia di Giulia e Roberto ricorda che l’amore non è solo un sentimento da celebrare, ma una scelta quotidiana. È restare, credere, lottare insieme. A Buscate, il sole è tornato a splendere. E il suo calore è quello di una famiglia che ha scelto di non arrendersi mai. 

Laura Vignati

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