Mentre molti suoi coetanei trascorrono l’estate tra social network, vacanze e ritmi rilassati, Benedetta Marazzi, 18 anni di Busto Arsizio, sceglie una strada diversa. La sua giornata inizia presto, molto presto: sveglia alle 7 e, un’ora dopo, già sul campo ad allenarsi sotto il sole. Una passione autentica per il golf, uno sport spesso associato agli adulti ma che per lei è diventato molto di più di una semplice attività sportiva: una palestra di vita, di carattere e di crescita personale.
Una passione nata in famiglia
«Ho iniziato grazie ai miei genitori, che giocavano già a golf. Era un modo per passare del tempo insieme durante i fine settimana». Quello che all’inizio era soltanto un momento di condivisione familiare si è trasformato progressivamente in una passione sempre più profonda.
«Le prime lezioni non avevano obiettivi agonistici. Erano soprattutto un’occasione per socializzare e trovare amici che condividessero il mio stesso interesse». E così, tra una buca e l’altra, Benedetta ha costruito amicizie importanti, conoscendo anche diverse ragazze della sua età con cui condividere esperienze e sogni.
Il golf come antidoto all’era dei social
Per Benedetta il golf rappresenta una preziosa occasione per rallentare e ritrovare se stessa.
«È un modo per stare all’aria aperta e staccare dagli impegni scolastici e dal mondo di oggi, che ruota continuamente attorno ai social. Sul campo non si usano i cellulari perché potrebbero interferire con il gioco».
Ma c’è di più. Il golf è anche uno spazio di riflessione personale. «Spesso mi trovo da sola e questo mi permette di pensare, di conoscermi meglio. Ogni colpo è diverso e racconta qualcosa di me. Esiste un legame molto forte tra quello che provo e il modo in cui gioco».
Onestà, rispetto e crescita personale
Tra gli insegnamenti più preziosi che questo sport le ha trasmesso c’è il valore dell’onestà.
«Nel golf non c’è un arbitro che controlla ogni azione. Sono i giocatori stessi ad applicare le regole e bisogna essere corretti in ogni momento».
Un principio che Benedetta porta con sé anche fuori dal campo. E poi c’è un altro aspetto che considera fondamentale: «Non si gioca contro gli avversari, ma soprattutto contro se stessi. Gli altri rappresentano un confronto positivo, persone da cui imparare sia dal punto di vista sportivo sia umano».
Ogni gara diventa così anche un’occasione per conoscere nuove storie e nuovi punti di vista.
Allenamenti quotidiani e risultati di prestigio
La dedizione non manca. Durante l’estate Benedetta si allena tutti i giorni. In inverno dedica al golf ogni pomeriggio circa due ore.
Si allena al Golf Club Le Robinie di Solbiate Olona e segue il proprio allenatore al Golf Club Monticello, in provincia di Como. Un impegno costante che l’ha portata a partecipare a competizioni nazionali e internazionali, ottenendo risultati di grande rilievo.
Eppure, per lei, le vittorie non sono tutto. «Dalle prestazioni negative si impara spesso più che da quelle positive. Certo, vincere aumenta l’autostima e permette di qualificarsi per tornei importanti, ma quando il risultato non è quello che speravo mi fermo a riflettere e cerco di capire come migliorare».
Tra fairway e libri: una studentessa modello
Accanto allo sport c’è la scuola. Benedetta ha concluso la quarta liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio, con una media del 9,3 ha vinto concorsi di narrativa, ogni anno si distingue nel liceo per le olimpiadi d’italiano e ora guarda al futuro con ambizioni ben precise.
«Mi sto preparando per il test del Politecnico e vorrei proseguire gli studi in ambito scientifico e matematico».
Conciliare studio e allenamenti non è semplice, ma l’organizzazione è la sua arma vincente. «Cerco di essere molto attenta in classe per memorizzare il più possibile. A casa mi concentro sugli esercizi e mi pongo piccoli obiettivi quotidiani per ogni materia. Nei periodi più tranquilli cerco di portarmi avanti».
I legami che valgono più delle medaglie
Nonostante le competizioni e i risultati raggiunti, ciò che Benedetta custodisce maggiormente non sono trofei o classifiche.
«Non sono particolarmente legata alle gare in sé. Quello che porto davvero con me sono i rapporti umani che ho costruito in questi anni».
Parole che raccontano la maturità di una ragazza che, attraverso uno sport considerato spesso di nicchia e frequentato soprattutto dagli adulti, ha trovato molto più di una passione: un percorso di crescita, amicizie autentiche e una bussola per orientarsi nel proprio futuro.




