L'entusiasmo per l'avvicinarsi dello storico traguardo del centenario non contagia solo i "grandi", ma rappresenta la vera forza motrice di tutto l'ambiente biancazzurro. Se la scorsa settimana la prima squadra della Borsanese si è presentata ufficialmente, svelando con mister Alessandro Macrì e il presidente Rino Lavezzari (leggi QUI) l'ambizione di vincere la Terza Categoria per tornare in Seconda e festeggiare al meglio il secolo di vita del club, il cuore pulsante del sodalizio continua a battere forte nel vivaio, che conta quasi una ottantina di giovanissimi.
In vista della stagione sportiva 2026/27, a fare il punto sul settore giovanile è il direttore sportivo Alfonso Occhineri. Le sue dichiarazioni delineano una filosofia societaria molto chiara, in cui il rettangolo verde è concepito in primo luogo come uno strumento di aggregazione e sviluppo umano.
«Negli ultimi anni il nostro settore giovanile è cresciuto in modo importante», spiega il ds Occhineri, tracciando un bilancio positivo del cammino intrapreso. «Siamo partiti con pochi bambini e oggi siamo una realtà in continua espansione. Il nostro obiettivo non è solo insegnare a giocare a calcio, ma far crescere ragazzi educati, uniti e appassionati. Vogliamo che ogni bambino si senta parte di una famiglia».
L'identità di quartiere e l'attaccamento alla maglia sono i pilastri su cui la Borsanese sta costruendo il proprio futuro. «Il nostro sogno – prosegue Occhineri – è accompagnarli fino alla prima squadra, creando un legame forte con i colori della Borsanese. Le vittorie fanno piacere, ma la soddisfazione più grande è vedere ogni anno nuovi bambini scegliere la nostra società e continuare a crescere con noi».
Per alimentare questo circolo virtuoso, il club organizza periodicamente giornate di incontro al campo sportivo. A questo proposito, il responsabile del vivaio ci tiene a fare una precisazione fondamentale, rivolta direttamente ai genitori, per sgombrare il campo da qualsiasi logica di esasperazione sportiva prematura: «Vorrei rassicurare tutte le famiglie: quando parliamo di 'prove gratuite' non intendiamo provini o selezioni. Sono semplicemente giornate dedicate ai bambini per far scoprire il calcio, divertirsi e capire se questo sport può piacere loro».
L'imperativo è azzerare l'ansia da prestazione. «Soprattutto per i più piccoli – sottolinea il dirigente biancazzurro – l'obiettivo è vivere un'esperienza serena, fare amicizia e giocare senza alcuna pressione. Alla Borsanese c'è spazio per tutti quelli che hanno voglia di divertirsi e crescere insieme a noi. Le porte sono sempre aperte a chi vuole conoscerci. Invitiamo tutte le famiglie a venire a trovarci e a far provare gratuitamente i propri figli: siamo convinti che il modo migliore per capire chi siamo sia vivere il campo insieme a noi».
La sintesi del progetto sportivo e sociale per la stagione 26/27 è racchiusa in una dichiarazione che suona come un vero e proprio manifesto: «Non cerchiamo piccoli campioni: vogliamo dare a ogni bambino la possibilità di innamorarsi del calcio. Non vogliamo essere la società con più iscritti, ma quella in cui ogni bambino ha voglia di tornare ad allenarsi il giorno dopo».