Busto Arsizio - 24 giugno 2026, 14:42

FOTO - Messa di San Giovanni, appello alla compattezza nei valori di monsignor Pagani: «Siamo il popolo di Dio in questa città»

Nella celebrazione di questa mattina, la festa per gli anniversari sacerdotali di don Giorgio Fantoni, don Alberto Beretta e dello stesso don Severino. Che ha ricordato i preti conosciuti a Busto e saliti al cielo, con un pensiero forte rivolto a don Isidoro Meschi e monsignor Claudio Livetti. Il regalo sorretto eroicamente dai chierichetti, la battuta su San Michele, l’incoraggiamento: «Quando Gesù ritornerà, qui troverà ancora la fede, grazie ai figli dei figli dei figli»

«Questa festa non è solo un appuntamento formale ma un’occasione in cui possiamo esprimere ciò che di più vero abbiamo in comune». Ha esordito così, nella sua omelia per la messa di San Giovanni, patrono di Busto (foto anche in fondo), monsignor Severino Pagani. Ricordando a credenti e non, alla comunità cristiana e alla società civile la forza di valori condivisi. «Siamo il popolo di Dio in questa città» ha scandito. Un popolo chiamato a vivere «…nella fraternità e nella pace, nella stima reciproca e nella collaborazione».

In basilica, le autorità civili, a partire dal sindaco, Emanuele Antonelli, con una nutrita rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale, quelle militari, le forze dell’ordine e del soccorso, rappresentanti e referenti del privato e dell’associazionismo.

Monsignor Pagani ha offerto una riflessione che ha allacciato presente, futuro e passato, un ritratto di Busto caratterizzato da «…radici profonde, di fede, di preghiera, anche di invocazione. Grazie a generazioni e persone che qui hanno pregato, pianto, sperato». Un pensiero particolare per sacerdoti conosciuti negli anni e saliti al cielo: don Angelo Conca, don Emilio Colombo, don Antonio Borsani. Ancora don Isidoro Meschi e don Claudio Livetti, un’altra volta appaiati nel ricordo in virtù di un legame forte e del momento durissimo vissuto dal prevosto alla scomparsa tragica di don Lolo.

La speranza per Busto: «Quando Gesù ritornerà, troverà ancora la fede nella nostra città. I figli dei figli dei figli saranno come il lievito nella pasta. In una cultura magari smarrita e superficiale porteranno speranza».

Con monsignor Pagani e tra i concelebranti, don Alberto Beretta (13 anni all’oratorio San Luigi, 50 anni di sacerdozio, vedi QUI) e don Giorgio Fantoni (parroco di San Michele, 40 anni dall’ordinazione). «Pure lui, don Giorgio, è monsignore – ha puntualizzato don Severino – a volte ci si dimentica: a Busto i “monsignore” sono due. Uno è quello di San Giovanni… che vale di più. L’altro è quello di San Michele. Che non vale di meno». Brusio e risate tra i fedeli.

Monsignor Pagani, a sua volta prete da 50 anni, ha ringraziato «…perché sono qui con voi, voi che siete la mia famiglia. Chiedo la Carità delle vostre preghiere, qui mi sento voluto bene (…) Il Signore mi conceda di entrare con più assiduità nei vostri cuori». Poi, citando l’Apocalisse: «Il Signore dice: Io sto alla porta e busso».

Don Matteo Resteghini ha aggiunto un momento di augurio e gratitudine per il prevosto: «Ha voluto concentrare l’attenzione di quanti vogliono fargli un regalo sul tetto dell’oratorio San Luigi e sul restauro di cui c’è bisogno. Ma noi vogliamo dedicargli comunque un pensiero, diciamo un tascabile» ha sorriso, mentre due chierichetti si producevano in uno sforzo ammirevole per reggere un volume artistico con immagini mariane.

La festa patronale prosegue con la cerimonia del pomeriggio (alle 17, all’ex macello di via Pepe, viene consegnata la benemerenza civica al dottor Angelo Carenzi, QUI l’intervista). Sabato sera alle 21, in basilica, concerto del coro Shekinah con gli auguri a monsignor Pagani per l’anniversario del suo sacerdozio.

Stefano Tosi