Dopo l’assemblea costituente che, a Roma, ha formalizzato la nascita di Futuro Nazionale, ora per il partito del generale Roberto Vannacci inizia la fase di strutturazione nei territori.
Il consigliere regionale Luca Ferrazzi potrebbe essere chiamato a guidare questo processo come coordinatore lombardo. «Si dice, ma da soldato aspetto le indicazioni dal vertice», afferma il gallaratese, che in questa intervista si sofferma su elezioni, rapporto col centrodestra e col governatore Fontana e sul proprio futuro.
Consigliere Ferrazzi, che cosa si è “portato a casa” dalla due giorni di Roma?
«Sono stati due giorni molto intensi. C'è stata la possibilità non solo di avere un'importante serie di interventi e contributi, ma soprattutto è stato illustrato il programma di Futuro Nazionale, che sarà aperto, ma è già assolutamente pieno di contenuti, con 174 pagine di progetti.
C'era grande entusiasmo, i delegati erano contenti ed è stata messa la prima pietra rispetto alla nascita ufficiale che prevede anche l'organizzazione in forma di partito strutturato sul territorio».
Dal palco ha annunciato nuove adesioni nella nostra provincia...
Sorride, ndr. «Sì, stiamo continuando ad avere un grosso incremento sia di tesserati che di persone che hanno incarichi istituzionali. Vale in generale per tutta la Lombardia. Credo che nei prossimi giorni ci sarà una prima parte di comunicazione di eletti della nostra provincia o di persone che rivestono incarichi importanti localmente che aderiranno a Futuro Nazionale».
Lei sarà referente regionale per la Lombardia?
«Questo non dipende da me, si dice, ma la scelta spetta a Roberto Vannacci, quindi da soldato aspetto le indicazioni che arriveranno dal vertice».
Si è parlato tanto di sicurezza, remigrazione… Ma da consigliere regionale quali temi porterà al Pirellone come esponente di Futuro Nazionale?
«Per me rimane prioritaria una grande attenzione alla sanità. L'altra questione centrale che riguarda direttamente delle competenze di Regione Lombardia è il tema della casa. Dobbiamo trovare quei meccanismi che consentano al cittadino di accedere agli alloggi prima che ci sia un disagio conclamato o uno stato di povertà assoluta.
E poi tutti i temi che riguardano la Regione, che deve cercare di agevolare il più possibile le pratiche, la parte burocratica, la tempistica degli interventi. Abbiamo posto anche questa questione all'interno del dialogo che abbiamo avuto con il presidente Fontana. Verificheremo da qui in avanti e cercheremo di dare il nostro contributo, anche sul tema della sicurezza, per quanto la Regione non abbia una competenza diretta sull'ordine pubblico, però può sicuramente fare la propria parte».
Proprio Fontana ieri ha ribadito che i valori di Vannacci sono incompatibili con quelli della Lega. Insomma, sembra che Futuro Nazionale sia destinato a rimanere fuori dalla maggioranza in Regione.
«Il dialogo è aperto, dei distinguo evidentemente ci sono, ma credo che, allo stesso modo, se facessero a Fontana una domanda su Forza Italia, su molti temi dovrebbe dire la stessa cosa, nel senso che lui è fieramente della Lega…».
In questo caso però il discorso è più “accentuato”, visti anche i precedenti…
«In questo caso probabilmente c'è anche una concorrenza che appare più diretta, non so quanto rispetto a un elettorato, ma sicuramente rispetto a tante persone che hanno militato in Lega. Quindi, con grande realismo politico, bisogna comprendere che evidentemente ci sono dei temi che sono sentiti dai cittadini e da chi ha rappresentato quei partiti e che oggi appaiono un po' troppo sfumati.
Ci si siederà intorno a un tavolo, da parte nostra c’è la massima apertura, perché siamo naturalmente col centrodestra e l'ultima delle nostre volontà è di farlo perdere. Vorremmo però portare un contributo all'interno del centrodestra per passare alle azioni rispetto alle promesse che si sono fatte ai cittadini».
Una delle critiche che vi viene mossa da destra è proprio che finirete col favorire la sinistra.
«Io continuo a dire che non è l'etichetta il problema. Se al Parlamento europeo ci si dichiara di destra ma si fa la politica di Draghi, a quel punto ci lasciavamo Draghi ed era forse meglio. Le etichette hanno senso solo se quei valori di destra vengono trasferiti in un'azione politica».
L'altra obiezione è che sia già scritto che, a ridosso dal voto, entrerete nella coalizione di centrodestra.
«Se ci saranno le condizioni, probabilmente sì. Anche questo va spiegato a Fontana o ad altri che oggi dicono che non hanno niente a che fare con noi. Noi diciamo che abbiamo molto a che fare col centrodestra, se fa una politica di destra. Lo stiamo dicendo in tutte le salse. Poi ovviamente se uno vota il Mercosur, non troverà Futuro Nazionale a fare altrettanto».
È stata molto criticata l'ipotesi di abolizione del reato di femminicidio. L'assessore regionale di FdI Francesca Caruso ha detto che Vannacci dovrebbe leggere i giornali di oggi e non di settant'anni fa.
«Basterebbe vedere quali paesi in Europa applicano il reato del femminicidio: nessuno a parte l'Italia. Da quando è stato introdotto, i reati non sono diminuiti. Noi stiamo dicendo che la legge è uguale per tutti, se si vogliono inasprire le pene sugli omicidi è una cosa sacrosante. Per il resto, anche la panchina rossa… sì, è un segnale, su quello siamo tutti d'accordo. Io credo però che la politica e il governo si debbano occupare del fatto che possano arrivare alla magistratura le disposizioni per poter mettere i braccialetti elettronici, perché poi mancano. A me sembra che ci sia quella voglia di identificare una fattispecie di reato che non si ritrova nella Costituzione e nelle leggi. Io vorrei piuttosto che la donna potesse avere la possibilità di denunciare e di essere accolta in struttura quando subisce delle vessazioni per tempo; che quando chiama le forze dell'ordine non debba aspettare di essere ammazzata, ma che ci siano degli interventi pronti. Queste sono le risposte se si vogliono salvare le persone. Non c'entra nulla la questione del delitto d'onore, è una pura strumentalizzazione. Le tutele devono essere pratiche».
I futuristi di Busto hanno detto che l'indicazione ricevuta è di presentare il possibile candidato sindaco a settembre. Sarà così anche a Varese e Gallarate?
«Ad oggi noi abbiamo sicuramente la volontà di partecipare alle elezioni. Capisco l'entusiasmo, ma invito tutti alla riflessione e alla calma. Noi abbiamo il mandato di consolidare la presenza territoriale di Futuro Nazionale a tutti i livelli possibili. Per le trattative locali ci sarà tempo, mi pare che altri partiti che sono in coalizione da anni non riescano a esprimere i candidati sindaci. Abbiamo tutto il tempo per poterci trovare tranquillamente in autunno. Eviterei le fughe in avanti di qualunque tipo. E anche i personalismi».
Guardando avanti, dove immagina il suo futuro? Ancora in Regione, candidato sindaco della sua Gallarate o magari a Roma?
«Al momento, essendo in Consiglio regionale, mi chiamano da diverse parti della regione, quindi sono occupato per la nascita del partito. Non sto davvero pensando ad altro. Quando mi candiderò, come ho sempre fatto, lo farò col voto degli elettori, se avrò una presa sull'elettorato e soprattutto se potrò essere scelto. Sono molto sereno, cerco di dare il massimo contributo e poi si vedrà».