L’idea di un Distretto di Polizia Locale per la Valle Olona compie un nuovo passo in avanti e approda in Regione Lombardia.
Il project work elaborato dal comandante della Polizia Locale di Solbiate Olona, Paolo Finamore, porta infatti all’attenzione istituzionale una proposta che negli ultimi mesi aveva già trovato spazio nel dibattito politico locale. A sostenerla per primi erano stati alcuni esponenti delle minoranze consiliari del territorio: a Marnate il consigliere comunale e segretario cittadino di Forza Italia Luca Vergani, che aveva lanciato pubblicamente la proposta, e a Gorla Minore la lista “Per una comunità rinnovata”, attraverso il capogruppo Fabio Lorvetti, e la consigliera comunale indipendente Stefania Rossetti. Ora arriva una nuova e significativa spinta nella stessa direzione: la creazione di un Distretto di Polizia Locale associato per la Valle Olona, capace di mettere in rete risorse, competenze e servizi per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e una gestione più efficiente delle amministrazioni comunali.
Quattro Comuni per una Polizia Locale più forte
Al centro del project work vi è l’analisi delle caratteristiche di un Comando Unico della Valle Olona. Partendo da uno scenario iniziale composto da quattro Comuni, individuati come primo nucleo del progetto, viene delineato un modello di servizio che punta ad andare oltre il semplice svolgimento delle attività operative. L’obiettivo è trasformare uno sviluppo territoriale integrato in un beneficio concreto per la comunità, facendo evolvere la competenza tecnica in una sicurezza reale e percepibile dai cittadini.
Nell’ambito del Piano Formativo 2026 della Polizia Locale, PoliS-Lombardia, con il finanziamento della Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile di Regione Lombardia, ha avviato nel mese di marzo il Percorso di Qualificazione per Comandanti e Responsabili di Servizio della Polizia Locale. Il corso, svolto presso l’Accademia di Milano e conclusosi ieri, ha dedicato particolare attenzione alle competenze manageriali che le figure apicali sono chiamate ad acquisire per operare in modo sempre più efficace all’interno degli Enti Locali e per rafforzare, nello specifico, l’organizzazione e l’efficienza dei servizi di Polizia Locale.
Al percorso hanno partecipato 70 comandanti e responsabili di servizio provenienti da diverse province lombarde. Il programma si è concluso con la realizzazione di un project work di gruppo, presentato come prova finale.
Tra i migliori dodici progetti della Lombardia
Tra i partecipanti si è distinto proprio il comandante della Polizia Locale di Solbiate Olona, Paolo Finamore, che ha completato con successo il percorso formativo. Finamore ha espresso il proprio ringraziamento all’Amministrazione comunale di Solbiate Olona per il sostegno ricevuto e ai docenti del corso di alta specializzazione per i preziosi contributi professionali che hanno accompagnato il lavoro del gruppo. Un impegno che ha consentito al progetto da lui coordinato di essere selezionato tra i dodici migliori elaborati dell’intero corso, scelti tra settanta proposte presentate.
«Il project work che ho illustrato alla presenza dell’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile Romano La Russa - spiega il comandante Finamore - dal titolo “Distretto di Polizia associato della Valle Olona”, affonda le proprie radici nella Legge Regionale n. 6 del 1° aprile 2015, dedicata alla disciplina dei servizi di Polizia Locale e alla promozione delle politiche integrate di sicurezza urbana. Una normativa che ha riformato il sistema della Polizia Locale, incentivando con forza le forme associative tra Comuni per la gestione dei servizi».
Finamore sottolinea come il focus del progetto sia rappresentato dall’analisi di un possibile Comando Unico della Valle Olona. Partendo da un primo raggruppamento di quattro Comuni, il lavoro descrive un modello organizzativo capace di generare valore pubblico attraverso una maggiore integrazione territoriale, trasformando la professionalità degli operatori in una presenza concreta e riconoscibile sul territorio.
«L’ottimizzazione delle risorse e l’interoperabilità tra gli Enti - prosegue - non rappresentano soltanto obiettivi di efficienza amministrativa, ma costituiscono i principali strumenti per elevare gli standard professionali della Polizia Locale. Il valore pubblico generato da un servizio associato si misura soprattutto nella capacità di rispondere in modo più efficace, coordinato e uniforme alle esigenze delle comunità. L’aggregazione tra più Enti consente infatti di superare molti dei limiti organizzativi e operativi dei singoli Comuni, favorendo una gestione integrata delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie».
Più sicurezza, efficienza e servizi per i cittadini
Secondo il comandante, una Polizia Locale organizzata in forma distrettuale potrebbe garantire una presenza più capillare sul territorio, tempi di intervento più rapidi e una maggiore capacità di prevenzione. «Si tratta di un aspetto fondamentale - evidenzia - perché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni passa anche dalla percezione di un presidio vicino, efficiente e realmente presente sul territorio».
Un altro elemento centrale riguarda l’efficienza amministrativa. La gestione associata permetterebbe infatti di ottenere economie di scala, riducendo duplicazioni di funzioni e ottimizzando l’impiego delle risorse disponibili. Questo si tradurrebbe in un utilizzo più responsabile dei fondi pubblici e in una maggiore sostenibilità dei servizi nel lungo periodo. Parallelamente, la condivisione di procedure e modelli operativi favorirebbe la diffusione delle migliori pratiche amministrative, contribuendo ad aumentare la qualità complessiva dell’azione pubblica.
Dal punto di vista sociale, il progetto punta anche a garantire una maggiore equità territoriale. I cittadini, indipendentemente dal Comune di residenza, potrebbero beneficiare di standard di servizio più omogenei, riducendo differenze e disuguaglianze tra territori confinanti.
«Il valore pubblico di un servizio associato - aggiunge Finamore - si esprime anche nella capacità di innovare. Strutture più ampie e integrate hanno generalmente maggiori possibilità di investire in formazione, tecnologie e modelli organizzativi avanzati. In questo modo la Polizia Locale non rappresenta soltanto un presidio di controllo, ma diventa un soggetto attivo nella promozione della legalità, della sicurezza urbana e della coesione sociale».
Il comandante conclude ribadendo la propria convinzione nei confronti del modello associativo: «Personalmente condivido pienamente questi principi e ritengo che rappresentino la naturale applicazione dello spirito della legge regionale. A mio avviso il servizio associato della Polizia Locale è uno strumento moderno e strategico per creare valore pubblico, perché riesce a coniugare efficienza, equità, qualità dei servizi e rafforzamento del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Allo stesso tempo contribuisce ad elevare gli standard professionali del Corpo, garantendo un presidio del territorio più capillare, autorevole e adeguato alle esigenze di comunità in continua evoluzione».
«Nessun Comune perderebbe la propria autonomia»
Al termine del percorso formativo, Finamore ha inoltre voluto ringraziare il gruppo di lavoro che ha contribuito alla realizzazione del progetto, composto dai colleghi Ivan Bettini (Casalmoro), Paolo Dalle Ave (Fenegrò e Lurago Marinone), Stellario Speranza (Cocquio Trevisago), Alessandro Ferro (Arconate) e Simone Vella (Godiasco Salice Terme).
Un lavoro di squadra che ha permesso a un’idea nata dall’analisi delle esigenze del territorio di distinguersi tra le migliori proposte elaborate dai comandanti e responsabili di servizio provenienti da tutta la Lombardia.
«L’aspetto più importante da cogliere - conclude il comandante della Polizia Locale di Solbiate Olona, Paolo Finamore - è che a una maggiore economicità del servizio può corrispondere una maggiore efficacia dello stesso. Inoltre, elemento tutt’altro che secondario, i sindaci dei Comuni aderenti continuerebbero a mantenere integralmente le proprie prerogative istituzionali in qualità di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza all’interno del rispettivo territorio. Nessun Comune perderebbe quindi la propria autonomia, ma potrebbe beneficiare di un servizio di Polizia Locale di eccellenza».







