Ieri sera, 13 maggio, la notte di Roma si è tinta di nerazzurro. Superando la Lazio per 2-0 sul prato dello stadio Olimpico, l'Inter ha sollevato al cielo la decima Coppa Italia della sua storia, mettendo a segno un "doblete" che impreziosisce ulteriormente la stagione della squadra guidata da Cristian Chivu. A spingere capitan Lautaro e compagni verso la vittoria c'era, ancora una volta, l'inesauribile passione dell'Inter Club Busto Arsizio.
Privi di un pullman organizzato, i soci bustocchi non si sono persi d'animo: in una trentina si sono messi in viaggio verso la Capitale divisi in alcune automobili, pronti a vivere l'atto finale del torneo. Sulla via del ritorno verso casa, con la voce ormai compromessa dai cori, la presidente Betty Borroni ha tracciato il bilancio di una serata perfetta.
«È stata una bellissima trasferta», racconta Borroni, sottolineando come lo spettacolo sia iniziato ben prima del fischio d'inizio, scoccato alle 21. A colpire la delegazione bustocca, oltre all'impatto visivo, è stato il clima sugli spalti: «Il pubblico è stato straordinario e le coreografie bellissime. Ma la cosa che mi è piaciuta di più, ed è stata molto sentita, è stato quando abbiamo cantato l'inno: ci siamo sentiti veramente tutti italiani. È stata un'emozione incredibile».
Sugli spalti l'energia non è mai calata. «Ci siamo divertiti un casino, abbiamo tifato dal primo all'ultimo minuto», prosegue la presidente. «La cosa bella, quando si va in trasferta, è che tutto il pubblico interista canta. Una grande emozione, arricchita dagli abbracci con le persone che incontri abitualmente allo stadio».
Il trionfo in Coppa Italia, arrivato poche settimane dopo la matematica conquista del ventunesimo scudetto, chiude un cerchio inaspettato per i tifosi. «Il pensiero va all'inizio del campionato, a una squadra che praticamente era svuotata in tutto e per tutto - analizza Borroni - Arrivare a vincere due trofei è un traguardo che merita grandi applausi. È veramente una grande Inter, e un enorme grazie va al nostro allenatore».
Per la delegazione bustocca è ora il momento di prepararsi all'ultima festa cittadina, che prevederà anche un omaggio al «mitico Beccalossi». Ma, tra bilanci sportivi e record personali («È la terza volta che vado a Roma e la terza che torno a casa vittoriosa», sorride la presidente), non poteva mancare la goliardica postilla dedicata al derby cittadino a distanza.
Nel mirino, ancora una volta, c'è il sindaco Emanuele Antonelli, noto tifoso milanista. Se in occasione dello scudetto gli era stato rivolto un affettuoso sfottò, la conquista della Coppa Italia ha fornito un nuovo assist. «Un saluto al nostro sindaco Antonelli», conclude ironicamente Borroni, «che l'anno prossimo potrà mettersi la patch: "Ho vinto la coppa dei due derby"». Una battuta che chiude con il sorriso una stagione da incorniciare per la sponda nerazzurra di Busto Arsizio.









