Sport - 04 maggio 2026, 12:31

L’Inter Club Busto festeggia lo scudetto a San Siro e in Duomo. E parte lo sfottò al sindaco rossonero Antonelli

Una trentina di tifosi bustocchi hanno partecipato alla notte magica nerazzurra, tra stadio Meazza e piazza Duomo. La portavoce Betty Borroni elogia Chivu, ringrazia l'alfiere dello striscione cittadino Donatella Sirugo e punzecchia, simpaticamente, il primo cittadino

Ieri sera l'Inter si è cucita sul petto il ventunesimo scudetto. Il 2-0 rifilato al Parma nella cornice di San Siro ha fatto scattare la matematica certezza, dando il via a una notte di festeggiamenti che ha colorato di nerazzurro le strade di Milano. A spingere i ragazzi di mister Cristian Chivu nell'ultimo passo verso il tricolore c'era anche una nutrita rappresentanza dell'Inter Club Busto Arsizio, scesa in forze sugli spalti del Meazza per vivere un traguardo atteso con trepidazione.

A guidare la delegazione bustocca, composta da una trentina di membri presenti allo stadio, è Betty Borroni, che racconta le emozioni di una serata destinata a rimanere negli annali del tifo interista. «La festa è stata veramente emozionante, con i fuochi d'artificio e tutto il contorno», spiega Borroni, sottolineando il peso specifico di questo successo: «Questo scudetto secondo me è uno dei più belli. Abbiamo trionfato contro tutto e contro tutti. Ci hanno messo il bastone tra le ruote in qualsiasi modo, cercando veramente di farci cadere».

Il merito, secondo i tifosi di Busto Arsizio, va diviso tra la compattezza della squadra e la guida tecnica. «Abbiamo avuto un allenatore che ha saputo risollevare dei ragazzi che arrivavano dalla netta sconfitta in Champions League (LEGGI QUI). Il gruppo ha fatto molto per questa maglia», prosegue la referente del club.

Dopo il fischio finale, la delegazione bustocca ha seguito il flusso dei festeggiamenti nel cuore di Milano. Una tappa in piazza Castello, dove si era radunata la Curva Nord, e il grosso della gioia in piazza Duomo. «È stato un tripudio, un delirio», racconta Borroni, che tra la folla ha avuto anche l'occasione di incrociare volti noti del mondo nerazzurro, dall'ex difensore Fabio Galante ad alcuni opinionisti e volti social come Luca Mastrangelo, Gabriele Borzillo e Lapo De Falco, mancando per un soffio il conduttore Alessandro Cattelan.

Nonostante l'enorme afflusso di persone, la notte milanese si è svolta in un clima di pura gioia sportiva. «Non c'è stato nessun caos, solo una gran bella festa», assicura Borroni. Il rientro a Busto è avvenuto a notte fonda. Il gruppo ha lasciato il Duomo verso le 2, rinunciando ad attendere l'arrivo dei calciatori per la stanchezza accumulata.

Dietro la passione dell'Inter Club Busto Arsizio c'è anche tanta dedizione, come quella di Donatella Sirugo, figura fondamentale per il gruppo: «È la nostra alfiere, porta tutte le domeniche e anche in trasferta lo striscione di Busto Arsizio. Ci tengo molto a ringraziarla».

In una giornata di trionfi, non poteva mancare il classico goliardico sfottò cittadino, un "derby" a distanza che anima da sempre le strade di Busto. Il pensiero vola subito al primo cittadino Emanuele Antonelli, noto tifoso milanista. «Un saluto al caro sindaco Antonelli. Come l'ho fatto due anni fa, lo faccio anche quest'anno», sorride Borroni.

I festeggiamenti, però, sono tutt'altro che finiti. Mentre in città si attende la gara interna contro il Verona per la consegna ufficiale della coppa e il giro sul pullman scoperto, l'Inter Club Busto Arsizio ha già preparato i bagagli. «Adesso si parte per Roma. Saremo una decina del club in viaggio verso la Capitale per la finale di Coppa Italia. Vogliamo portare a casa anche la decima coppa, per fare non il triplete ma almeno il doblete».

Giovanni Ferrario


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