Cinque innesti, di cui tre arterie di traffico principale, e una media di incidenti che continua a far discutere. La rotatoria dei "Tre Ponti", teatro periodicamente di qualche incidente, si conferma uno degli snodi più delicati della viabilità bustocca. A fare il punto della situazione e a tracciare le possibili soluzioni future è Alex Gorletta, consigliere comunale con delega alla viabilità.
Nonostante l'impatto della scorsa settimana tra una minicar e un'utilitaria abbia riacceso i riflettori sulla sicurezza dell'incrocio (e che in realtà non si erano mai spenti, vista la periodicità con cui qualcosa, di piccolo o di meno piccolo, accade), l'analisi del consigliere parte da una premessa chiara: il problema principale non è l'infrastruttura in sé. «I dati sono agghiaccianti – ammette Gorletta – ma non tanto per problemi viabilistici o urbanistici, quanto di disattenzione dei guidatori. Viabilisticamente c'è una segnaletica stradale e ci sono delle regole da seguire, quindi, per quanto possa essere caotico come incrocio, sul piano tecnico regge. Laddove ci sono incidenti, più o meno gravi, è innegabile che ci siano delle particolari disattenzioni».
Il nodo strutturale, tuttavia, esiste. Convergono in quel punto il flusso in arrivo dal viale Duca D'Aosta, viale Borri e viale Boccaccio (LEGGI QUI) oltre che viale Sardegna/via per Castellanza e alla zona del mercato. Per risolvere in modo definitivo le criticità, l'amministrazione ha ben chiara quale sarebbe la soluzione ottimale, pur con tutti i suoi ostacoli.
«Servirebbe sicuramente un adeguamento della rotatoria, con dimensioni molto più grandi – spiega il consigliere delegato –. Questo significherebbe andare a rimuovere in parte la piccola area di sosta attuale in viale Sardegna, dove si trova la farmacia. Tutto ciò prevede ovviamente uno studio, dei progetti e un esborso di soldi importante. È un progetto che secondo me dovrà essere fatto, magari non da questa amministrazione ma dalla successiva, perché alla lunga l'investimento andrebbe a ridurre drasticamente il costo sociale degli incidenti».
In attesa di un intervento strutturale di tale portata, sul tavolo c'è anche un'ipotesi definita «palliativa», ma che avrebbe comunque un forte impatto sulla viabilità del quartiere: la creazione di un sistema "a fagiolo". L'idea è quella di eliminare il semaforo poco più avanti, all'incrocio tra viale Lombardia e la strada che conduce alla zona del mercato e della piscina, inserendo una seconda rotatoria. «Sarebbe una rotonda interconnessa con quella dei Tre Ponti – precisa Gorletta –, un po' come avviene in piazzale Kennedy. Questo eviterebbe una serie di intersezioni e contrasti, garantendo maggiore sicurezza».
Tuttavia, i tempi per vedere le ruspe in azione non sembrano brevi. L'attuale amministrazione, giunta al suo ultimo anno di mandato in questo 2026, si scontra con i tempi tecnici e politici. Gorletta, che ha in agenda tanti argomenti tra cui Pums e la questione viale Boccaccio, fa un bilancio realistico: «Mi sto confrontando anche con l'assessore Folegani. Mi piacerebbe avviare un tavolo per un piccolo progetto e renderlo concreto, ma non credo sarà una cosa di questa amministrazione. Realizzare la rotonda di viale Lombardia in quest'ultimo anno sarebbe impossibile, e improvvisare una soluzione provvisoria non sarebbe positivo».
Il dossier Tre Ponti, dunque, è aperto. Ma la parola fine, con ogni probabilità, spetterà alla giunta che sarà capeggiata da chi succederà a Emanuele Antonelli dopo le prossime elezioni del 2027.