Sport - 19 aprile 2026, 16:31

Sconfitta e retrocessa: la Pro Patria è in Serie D

L'Arzignano vince 2-3 allo Speroni: arriva con una giornata d'anticipo la matematica certezza del declassamento tra i Dilettanti dei tigrotti. Inutili i gol di Renelus e Orfei; una doppietta di Nanni e una rete di Lanzi valgono la ventiduesima sconfitta della stagione e l'addio ai professionisti

È davvero finita. E non serve nemmeno attendere i risultati dagli altri campi: a prescindere dal pareggio della Pergolettese al Menti di Vicenza, è quello che succede allo Speroni di Busto a condannare la Pro Patria alla matematica retrocessione. La squadra di Bolzoni perde con l'Arzignano, incappa nella ventiduesima sconfitta della sua stagione e finisce, con una giornata di anticipo, in Serie D. È la chiosa “perfetta” di una stagione mai decollata, che i 4 punti delle ultime due gare ha solo riacceso per un attimo ma che finisce come doveva finire, con quel “retrocessione” che rimarrà negli annali biancoblù. Due gol di Nanni, uno per tempo, intervallati dal momentaneo pareggio di Renelus; poi, dopo il 90', Lanzi segna in contropiede, mentre Giudici arrotonda il tabellino con un rasoterra da fuori area. 

La partita

Bolzoni prova a riproporre quasi per intero la squadra che ha espugnato Feltre, con l'unica eccezione di Desogus al posto di Giudici, per provare – invano - a mantenere viva la magia che ha prodotto il poker calato lunedì scorso alla Dolimiti Bellunesi.

Un calcio di punizione conquistato da Frosali al 15' è la prima situazione di una partita che stenta a decollare, con un Arzignano paziente, che probabilmente sa di poter attendere una Pro Patria che non può che vincere. Il tiro di Tunjov è respinto e, sugli sviluppi, è proprio il centrocampista a provare l'incursione; l'estone va giù ma non accenna alla protesta e anche la panchina di casa non chiede la revisione dell'azione al monitor.

Poco dopo Cariolato estirpa la palla a un Desogus troppo fumo e niente arrosto e si lancia in contropiede. A rimorchio c'è Bernardi che controlla e, dal limite, spara alto.

Tomo tomo, cacchio cacchio, l'Arzignano colpisce con estrema semplicità. A difesa schierata, la palla arriva in area a Nanni che stoppa, controlla e spara in porta, mettendo in rete la palla della condanna definitiva per la Pro Patria.

Mastroianni becca il giallo per un fallo a metà campo su Milillo: l'Arzignano chiede addirittura l'upgrade ma, dopo il viaggio al fvs, Silvia Gasperotti lascia immutata la cromia del cartellino.

Raddoppio Arzignano vicino per tre volte: Mattioli, al 36', con un preciso diagonale, costringe Sala alla paratona in tuffo. Poi, su due corner, tiro di Lakti respinto di pugni ancora dall'estremo difensore di casa, mentre il successivo colpo di testa di Nanni va fuori di poco.

Il secondo tempo si apre subito con un brivido, ma l'imbucata di Nanni per Lakti è troppo lunga. Al 52' Desogus entra in area palla al piede, provando a pescare il rigore per il sopraggiungere di un avversario, ma nessun giocatore della formazione Lessinia “abbocca”. La Pro Patria cresce: al 53' gran bolide di Tunjov su punizione, Manfrin si supera reagendo con prontezza al missile dell'estone; al 56' il colpo di testa di Mastroianni è senza potenza e direzione.

Il pari arriva al 19' della ripresa, quando Manfrin respinge corto un tiro dal limite di Tunjov; Renelus è appostato poco fuori dall'area piccola e trova il tap-in vincente.

Ma l'euforia dura pochi giri di lancette: dopo il forcing biancoblù, la stagione biancoblù si chiude definitivamente sul successivo tentativo ospite, ancora con Nanni. La punta abusa della difesa di casa e, al secondo tentativo dopo la prima respinta di Sala, fa centro: 1-2 al 69'.

Al 78' Bolzoni richiama l'arbitro al monitor, giocandosi il jolly su un contatto in area su Citterio; come sempre in questa partita, nulla di fatto. Altro giro di cambi, con due soli difensori, Udoh di fianco a Mastroianni, Giudici e Orfei in campo con Renelus. La carta della disperazione non produce nulla di buono e traghetta la gara fino al triplice fischio finale, quello che, in maniera definitiva, davanti anche agli occhi del sindaco Emanuele Antonelli (in tribuna di fianco all'avvocato Rosanna Zema) sancisce la retrocessione in D. In mezzo, in pieno recupero, solo il tris in "contropiede" di Lanzi e la rete di Giudici da fuori area per il definitivo 2-3. 

Amarissima conclusione, con i tanti cori intonati dal settore ultras («Questa maglia non vi appartiene» e «Andate a lavorare» i più teneri e gli unici non censurabili) a fare da cornice all'amarissima domenica dei tigrotti e di tutta Busto.

IL TABELLINO
Pro Patria-Arzignano 2-3 (0-1)
PRO PATRIA (4-3-3): Sala; Mora (39′ st Udoh), Sassaro, Motolese (31′ st Giudici), Travaglini; Tunjov, Ferri (39′ st Schirò), Frosali (17′ st Orfei); Renelus, Mastroianni, Desogus (17′ st Citterio). A disposizione: Rovida, Gnonto, Reggiori, Di Munno, Schiavone, Aliata, Ricordi, Masi, Felicioli, Pogliano. All.: Bolzoni.
ARZIGNANO (3-4-2-1): Manfrin; Boccia (39′ st Damiani), Milillo, Boffelli; Cariolato, Bianchi (15′ st Lanzi), Castegnaro (15′ st Rossoni), Bernardi; Lakti, Mattioli (26′ st Moretti); Nanni (39′ st Minesso). A disposizione: Bertini, Lotto, Perini, Cotoarba, Spaggiari, Jamali, Nwachukwu. All: Di Donato
Arbitro: Silvia Gasperotti di Rovereto
Marcatori:  Nanni (A) al 28′ pt; Renelus (PP) al 19′, Nanni (PP) al 24′, Lanzi (A) al 46′, Orfei (PP) al 50′ st
Ammoniti: Mastroianni (PP), Dosogus (PP), Bernardi (A) 
Angoli: 5-3
Recupero: 1'+6'
Spettatori: 353

Giovanni Ferrario


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