Luci e ombre nella sala stampa dello stadio “Speroni”, dove il pareggio per 2-2 contro la Virtus Verona (LEGGI QUI) lascia in dote una strana miscela di orgoglio per la prestazione e soprattutto rammarico per un successo sfumato nel finale. Nel giorno del 107° compleanno biancoblù, le parole dei protagonisti riflettono perfettamente il clima di una stagione che cerca faticosamente la svolta definitiva per provare a tornare in corsa verso una salvezza che appare sempre più difficile nonostante l'ultimo mese in crescita.
Felicioli: «C’è un bagliore di speranza»
Gian Filippo Felicioli non nasconde l’amarezza per un risultato che, per quanto visto in campo, va stretto alla Pro Patria. «Sicuramente uscire con un solo punto dopo due prestazioni come quella di Brescia e quella di oggi è un grosso peccato» esordisce il difensore arrivato dal Foggio, sottolineando la crescita costante del gruppo nelle ultime uscite.
Secondo l'analisi del laterale cresciuto nel settore giovanile del Milan, la squadra ha seguito perfettamente il piano gara: «L'idea, nel secondo tempo, era tenere botta i primi 10-15 minuti per poi cercare di far male in ripartenza. Abbiamo fatto 70 minuti straordinari, poi l'episodio dell'espulsione ha indirizzato la gara». Felicioli, tuttavia, non cerca scuse nel rosso sventolato a Sassaro: «Non deve essere un alibi. Siamo una squadra abbastanza esperta e c'è bisogno di sopperire a eventi come questi con più attenzione e concentrazione. Resto convinto che se continueremo su questa strada, limando i dettagli, potremo toglierci grandi soddisfazioni. In una stagione che sembrava nera, vedo un bagliore di speranza: la squadra è viva».
Il monito di Bolzoni: «Gara buttata, non è un punto guadagnato»
Di umore decisamente più cupo mister Bolzoni, che mette subito le cose in chiaro riguardo alla classifica: «Siamo consapevoli di aver buttato via due punti. Questa volta dico che non abbiamo guadagnato un punto, come invece era successo con l'AlbinoLeffe». Il tecnico non digerisce l’ennesima inferiorità numerica che ha rovinato quanto di buono costruito per oltre un’ora: «È già la seconda partita importante in cui rimaniamo in dieci. Con i cinque cambi a disposizione degli avversari, oggi il calcio non perdona».
Bolzoni ha poi spiegato la gestione dei cambi e il ritardo nel richiamare Sassaro, poi espulso: «Eravamo in controllo, i ritmi non erano altissimi e sinceramente mi dà fastidio cambiare i difensori. Ho aspettato, ma poi l'espulsione ha cambiato tutto. Abbiamo provato a tamponare, ma abbiamo preso subito gol. Alessandro è un giocatore di una categoria superiore, ma deve imparare la maturità. Il giocatore forte è il giovane che ragiona come un vecchio. Ha passato un anno difficile, ma deve ritrovare l'entusiasmo restando lucido».
Testa al futuro immediato
Nonostante la delusione, l’allenatore ha voluto parlare alla squadra subito dopo il fischio finale, una rarità nelle sue abitudini: «Il mio focus era pensare ai primi 70 minuti e lasciar perdere gli ultimi 20, perché abbiamo una partita tra tre giorni e quel finale rischiava di demotivarci. La mentalità deve essere quella vista per gran parte del match».
Il bilancio di Bolzoni chiude il capitolo invernale e guarda a un marzo decisivo: «Febbraio poteva andare meglio, ma anche peggio visto da dove arrivavamo a gennaio. Ora dobbiamo iniziare marzo nel migliore dei modi e ripartire dagli errori commessi oggi». La squadra tornerà subito in campo per preparare il turno infrasettimanale con l'Ospitaletto, con l’obiettivo di trasformare quel "bagliore di speranza" citato da Felicioli in punti pesanti per la salvezza.




