Busto Arsizio - 22 gennaio 2026, 08:15

Ancora raid al cimitero di Sacconago, stillicidio di furti e segnalazioni

Monumenti funebri depredati degli oggetti in bronzo, la ripetizione di un copione noto non allevia la tristezza e la rabbia dei parenti per la mancanza di rispetto verso i loro cari. Il precedente più odioso al cimitero centrale, con la scomparsa di una statua che riproduceva le fattezze di un bambino defunto

La croce depredata al cimitero di Sacconago

La croce depredata al cimitero di Sacconago

È successo di nuovo: furti al cimitero di Sacconago. Ad accorgersi del colpo, A.P., in visita alla tomba di famiglia. «Volevo dare una pulita. Ero concentrato sulla base, all’inizio non ho fatto caso al vuoto che ci stava sopra. Poi ovviamente mi sono accorto: la croce al centro del monumento era vuota».

I ladri si sono portati via una statua in bronzo raffigurante Gesù crocifisso. E, come al solito, il danno, più che economico, è affettivo: «Prevale il senso di tristezza per il gesto. Come tutti, ho letto e sentito spesso di questi furti. Sapere che può succedere, però, non diminuisce la delusione e la rabbia».

Come noto, nel mirino dei ladri ci sono proprio le tombe di famiglia “vecchio stile” o le cappelle: facilmente presentano oggetti in materiali appetibili. Peccato che siano anche luoghi che concentrano il ricordo, in cui si percepisce lo stratificarsi delle generazioni. I sentimenti del derubato di turno, dunque, sono comprensibili. E condivisi, anche nel caso specifico: la scoperta di A.P. è seguita di poco a quella, del tutto analoga, di un’altra visitatrice al cimitero di Sacconago (le foto sono quasi sovrapponibili, anche se il monumento sulla tomba consiste in due steli). Probabile che le sepolture siano state colpite nello stesso raid. E che non siano le sole, è verosimile che le sorprese si succederanno mano a mano che i parenti andranno a trovare i cari estinti.

«I ladri – riflette A.P. – devono essersi messi d’impegno, visto com’era assicurata la statua. Avranno dovuto usare un flessibile». Un lavoro che non si svolge, almeno in teoria, in una manciata di secondi. Il che riporta sotto i riflettori il tema della vulnerabilità dei cimiteri, luoghi in cui spesso i malintenzionati “lavorano” prendendosi il tempo necessario, senza essere disturbati. E non ci sono eccezioni (QUI il caso più eclatante e odioso fra quelli scoperti di recente al cimitero principale, con la sottrazione di una statua che riproduceva fedelmente le fattezze di un bambino defunto) ma con il camposanto di Sacconago che sembra particolarmente esposto (vedi QUI).

Stefano Tosi

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