Busto Arsizio - 17 gennaio 2026, 17:15

Salvatore Loschiavo sostiene la petizione per il prato di Beata Giuliana

L’ex assessore, anima del nuovo progetto “Busto rinasce”, si schiera con i promotori della raccolta firme per tutelare il rione dalla cementificazione. L’accusa: «Quando un’area verde viene messa all’asta, qualcuno ha già deciso che vale più come mattone che come spazio di vita»

Nel riquadro, Salvatore Loschiavo

Gli antefatti sono noti: un’area verde di Beata Giuliana, in prossimità del Sempione, è all’asta. Circa 3.600 metri quadri su cui i possessori di crediti edilizi possono costruire. Prospettiva rispetto alla quale è partita (in quarta) una petizione lanciata dall’associazione Riabitare (vedi QUI). “Benedetta” dal segretario cittadino del Pd, Paolo Pedotti (vedi QUI), ora anche dall’ex assessore Salvatore Loschiavo, anima della neonata realtà ( vedi QUI) “Busto rinasce”.

Di seguito, il suo intervento.

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐝𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢, 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨: 𝐞̀ 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞! A Beata Giuliana, in via Gluck, non siamo davanti a un dettaglio urbanistico. Siamo davanti a una scelta politica precisa. Quando un’area verde viene messa all’asta, qualcuno ha già deciso che vale più come mattone che come spazio di vita. Questa è politica. Anche se la si nasconde dietro parole tecniche.

𝐋𝐨 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐞 𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞: 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐨𝐩𝐨. La politica vera, però, ha un dovere: guardare in faccia le persone che pagano il prezzo delle decisioni. Più cemento significa più traffico, meno aria, meno qualità della vita. Non è ideologia, è esperienza quotidiana.

Qui il problema non è solo cosa si costruisce. È chi decide senza assumersi fino in fondo la responsabilità verso il quartiere. Io non sto chiedendo bandiere. Sto chiedendo 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨.Perché governare una città non significa occupare spazi.

Significa rispondere alle persone che li abitano.

 

Redazione