Busto Arsizio - 12 gennaio 2026, 10:20

Oltre 200 firme in 24 ore: Beata Giuliana alza la voce contro la cementificazione

In sole 24 ore oltre 200 firme per dire no alla cementificazione del rione Beata Giuliana di Busto Arsizio. La petizione chiede di tutelare aree verdi e patrimonio storico, interessati da progetti edilizi ad elevato impatto

In sole 24 ore oltre 200 cittadini hanno già firmato. Un numero che pesa, che parla chiaro e che manda un messaggio diretto: il rione Beata Giuliana non vuole essere sacrificato al cemento. La petizione per tutelare il quartiere di Busto Arsizio sta crescendo rapidamente e dimostra quanto il tema sia sentito.

Beata Giuliana non è solo un rione: è memoria, è identità, è vita quotidiana. La Cascina dei Poveri e le aree verdi circostanti rappresentano un patrimonio storico e sociale che oggi rischia di essere cancellato da progetti di sviluppo edilizio definiti da molti residenti come «devastanti e irreversibili». A lanciare l’allarme è Tito Olivato, presidente dell’Associazione Riabitare e abitante del quartiere, che ha scelto di trasformare la preoccupazione in azione concreta.

Il fulcro dell’iniziativa è la tutela del verde urbano, riconosciuto come bene comune fondamentale per il benessere fisico e psicologico della cittadinanza. Le aree verdi di Beata Giuliana non rappresentano spazi residuali, bensì elementi vitali del tessuto urbano: veri e propri polmoni della città, luoghi di socialità, strumenti di mitigazione dell’inquinamento, nonché ambiti nei quali la comunità si identifica e si consolida.

«Non possiamo permettere che il profitto di pochi prevalga sull’interesse collettivo», è il messaggio che accompagna la petizione. Cementificare significa perdere non solo alberi e prati, ma anche legami sociali, qualità della vita e futuro.

La petizione chiede di fermare qualsiasi progetto di cementificazione previsto per il quartiere e di avviare invece un percorso di sviluppo sostenibile, capace di valorizzare la storia e l’identità del rione senza distruggerle. Un appello chiaro, supportato da numeri che crescono rapidamente e da una partecipazione trasversale che va oltre i confini del quartiere.

«Per quello che mi riguarda non mi fermerò», afferma Olivato. L’obiettivo è coinvolgere non solo i cittadini di Beata Giuliana, ma tutta Busto Arsizio, oltre ad associazioni e realtà culturali che condividono l’idea che non si può cancellare la storia a colpi di mattoni.

Le oltre 200 firme raccolte in appena 24 ore dimostrano che la questione è tutt’altro che marginale. «Firmare questa petizione significa scegliere di difendere la storia, il verde e l’anima di Beata Giuliana».

Laura Vignati