La vittima dell’incidente mortale avvenuto questa notte in via Quintino Sella si chiamava Alessio Napolitano. L’impatto tra un’auto e la moto su cui viaggiava è avvenuto intorno all’una, tra venerdì e sabato. Vani i tentativi di salvare la vita al ragazzo, prima sul posto, poi all’ospedale di Busto. Vicino al punto dell’impatto, il nastro bianco e rosso e un messaggio lasciato da alcuni residenti. Durissimo.
Via Quintino Sella è oggetto da tempo di segnalazioni, confronti e polemiche sulla sua crescente pericolosità (vedi, fra l'altro, QUI e QUI). Un’arteria da sempre trafficata ma diventata sempre più utilizzata. E pericolosa, nella percezione di molti. Ultima, in ordine di tempo, la discussione sul passaggio di mezzi pesanti (vedi QUI) ma tutta la zona finisce periodicamente nelle cronache per incidenti più o meno gravi (il consigliere comunale Francesco Attolini, nell’esprimere la sua vicinanza alla famiglia della vittima, ricorda il posizionamento, richiesto, con molti altri, di un rialzo tra via Galvani e proprio via Isonzo, un altro punto caldo a poche decine di metri dal luogo della collisione mortale).
«Viviamo a Busto, in questa via, da un anno – si legge, oggi, sul foglio assicurato a un palo – e da un anno ci poniamo le stesse domande: quando avverrà? Ci potrà essere un bambino coinvolto? Una famiglia? Un animale? (…) Esigiamo maggiore tutela nel rispetto nostro, dei nostri figli e di chi verrà (…) Queste strade non sono sicure, bisogna prenderne atto e agire». Nel mirino degli anonimi autori, passaggi pedonali rischiosi e non rispettati, auto parcheggiate su entrambi i lati delle strade, in primis la velocità, eterno nemico della sicurezza, con limiti che l’esperienza comune dice essere sempre più ignorati.
La dinamica di quanto accaduto nella notte è in corso di ricostruzione, non si conoscono le cause dell’episodio specifico. Ma la chiusura del volantino è perentoria: «Pretendiamo rispetto, episodi del genere possono e devono essere evitati».