Politica - 07 novembre 2026, 13:20

Pd, la costruzione dell’alternativa in Regione passa da Busto: «Dopo trent’anni di destra è tempo di cambiare»

Esponenti dem al lavoro su diversi tavoli tematici per dare forma al programma delle regionali del 2028. Prima ci saranno amministrative e politiche. «Nessuna sfida è già persa», è la convinzione della segretaria lombarda Roggiani, e «essere tutti uniti è un valore in più», dice la segretaria provinciale Bernardoni. E se il consigliere regionale Astuti attacca il centrodestra che «parla di federalismo ma non è in grado di rispettare le autonomie territoriali», il senatore Alfieri insiste per «non perdere lo spirito del referendum»: «Il mio incubo – afferma – è che al posto di Mattarella possa esserci una figura come La Russa»

«Obiettivo: cambiare dopo trent’anni di destra» e «uniti si può vincere». Si potrebbe riassumere così il senso della conferenza programmatica del Partito Democratico lombardo, promossa a Busto Arsizio in stretta sinergia con la Federazione provinciale di Varese.
In realtà, quella organizzata oggi alla Sala Pro Busto è stata una mattinata fatta di pochi slogan e di molto lavoro utile a costruire il programma in vista delle elezioni regionali del 2028. L’ultimo appuntamento elettorale in calendario, che sarà preceduto il prossimo anno dalla tornata provinciale, dalle amministrative che riguarderanno anche i principali comuni del nostro territorio (Varese, Busto e Gallarate) e dalle politiche.
Elezioni diverse ma alle quali il Pd intende presentarsi con una squadra allargata: «Essere uniti è un valore in più» .

L’omaggio a Farioli

L’avvio dei lavori dei tavoli tematici è stato preceduto da un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, per Gigi Farioli, chiesto dal “padrone di casa”, il segretario dem cittadino Paolo Pedotti.
Proprio oggi la città darà l’ultimo saluto al sindaco emerito, scomparso a settant’anni. Il senatore Alessandro Alfieri, legato a Farioli da una comune esperienza in Consiglio regionale su schieramenti opposti, ha speso parole di apprezzamento per la «passione autentica e l’amore per la sua comunità» dello storico esponente forzista.

In concomitanza con le esequie si sarebbe dovuto tenere l’incontro pubblico con Sergio Crespi, presente questa mattina in Pro Busto. L’appuntamento è stato rinviato a lunedì pomeriggio in segno di rispetto. In quell’occasione arriverà probabilmente la conferma ufficiale – ormai pleonastica – del sostegno del Pd e della coalizione di centrosinistra al candidato sindaco promotore della lista civica Impegno per la città.

I temi

Quattro i tavoli tematici nei quali si sono suddivisi in partecipanti, illustrati dalla segretaria provinciale Alice Bernardoni. A partire da Mobilità e trasporti: «Moltissimi di noi sono pendolari e vivono un’odissea per andare e tornare da Milano», ha detto. Quindi Sanità: «Un tema già affrontato, ma c’è stata una fortissima richiesta di discuterne anche oggi. I tagli sono all’ordine del giorno e sempre più cittadini rinunciano alle cure per le liste di attesa e per i costi».
Molto sentito anche il tema sicurezza: «C’è chi parla solo di remigrazione ma non di come affrontare concretamente il discorso dell’integrazione. E poi servono educatori, non soltanto forze dell’ordine». Quindi la questione Malpensa, sviscerata «dal punto vista ambientale ed economico. È un’opportunità ma c’è una serie di problemi ambientali e occupazionali, come il tema del lavoro povero, che non possiamo dimenticare».
«Per noi essere tutti uniti è un valore in più», dirà poi Bernardoni ai nostri microfoni soffermandosi anche sul voto amministrativo (nei video l’intervista a lei, a Silvia Roggiani e ad Alessandro Alfieri).

La sfida alla destra

Prima delle regionali, il prossimo anno si terranno le politiche. Nessuno dei due appuntamenti, per la segretaria lombarda del Pd, la deputata Silvia Roggiani, è una sfida persa. «Gli Stati Uniti sono un mondo diverso, ma ci raccontano che le cose possono cambiare. Dobbiamo intercettare e dare delle risposte al disagio che si respira relativo a caro vita, sanità, trasporti, paura per il futuro».
Per quanto riguarda le regionali, «la destra governa da trent’anni. Ecco: stiamo meglio o peggio rispetto a trent’anni fa? Hanno dimostrato attenzione soprattutto per la gestione dell’ordinario e per la spartizione di potere e poltrone».

Astuti: «Parlano federalismo ma non rispettano autonomie territoriali»

Il consigliere regionale Samuele Astuti ha attaccato il governo: «Per la mancetta elettorale del bollo auto, ecco tagli ingenti su un bilancio regionale in grandissima difficoltà. Parlano du federalismo ma non sono in grado di rispettare le autonomie territoriali».
Astuti ha coordinato il tavolo dedicato alla sanità, ma ha posto l’accento anche sui grandi cambiamenti in atto nella società: «La sfida è governarli. L’intelligenza artificiale è già entrata nelle nostre vite e nei posti di lavoro e se non la governeremo ci troveremo una società molto più divisa».
Presenti a Busto anche altri due consiglieri regionali dem, Gian Mario Fragomeli e Simone Negri, oltre a esponenti del partito bustocchi, tra i quali i consiglieri comunali Maurizio Maggioni e Valentina Verga, e del territorio, come l’ex presidente della Provincia Gunnar Vincenzi.

Alfieri tra lo «spirito del referendum» e «l’incubo» La Russa al Quirinale

Per il senatore Alfieri, «è possibile costruire un’alternativa in una città come Busto dove non abbiamo i favori del pronostico. Ma ci sono le condizioni per fare bene, così come a Gallarate e Varese».
A livello nazionale, «nel 2022 abbiamo perso male ma eravamo divisi. Questi ultimi anni li abbiamo trascorsi per ricostruire. Abbiamo costruito unità all’interno del Pd e, insieme, siamo potuto andare a ritessere i fili spezzati di una coalizione che non c’era più».

Ora bisogna farsi trovare pronti: «Probabilmente le elezioni verranno anticipate rispetto alla scadenza di ottobre. La presidente del Consiglio giocherà con la data per non darci un vantaggio, ma noi abbiamo già dato un’accelerata e stiamo lavorando sul progetto».
Le primarie si terranno «i primi di febbraio». A al leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte che chiede garanzie su Matteo Renzi, Alfieri replica che «nessuno può permettersi di tirarsi indietro di fronte alla sfida di non lasciare per altri cinque anni il paese al centrodestra. E in controluce il mio incubo è che al posto di Sergio Mattarella ci possa essere una figura come quella di Ignazio La Russa».
Per il senatore varesino, «non possiamo perdere lo spirito del referendum sulla giustizia. Molti tra coloro che hanno votato non lo avevano fatto alle ultime elezioni. E molti non si sentono rappresentati da un singolo partito di centrosinistra. Dobbiamo far sentire queste persone parte di una sfida collettiva. Così potremo mandare a casa questa pessima destra».

Riccardo Canetta

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