«Mentre il Governo interviene per affrontare le difficoltà concrete delle nostre scuole, da Bruxelles arriva il richiamo alla non discriminazione. Come al solito, invece di guardare a quello che ogni giorno affrontano studenti e insegnanti italiani, l'Unione europea preferisce impartire lezioni senza misurarsi con la realtà delle nostre classi.
La questione non è la nazionalità degli studenti, ma garantire a tutti le migliori condizioni per imparare, a partire dalla conoscenza della lingua italiana. Evitare classi troppo numerose e difficili da gestire significa tutelare il diritto allo studio, perché a pagare il prezzo delle difficoltà sono soprattutto gli studenti e gli insegnanti.
La Lega sostiene la scelta del ministro Valditara: le regole servono a garantire una scuola che funzioni, non a creare divisioni. L'integrazione passa prima di tutto dalla lingua e dalla possibilità per ciascuno di partecipare davvero al percorso scolastico». Così la deputata della Lega Manuela Maffioli.