Busto Arsizio - 02 novembre 2026, 15:21

Busto svela i segreti del «Canto degli Italiani»: lezione speciale per gli studenti con Michele D'Andrea

In occasione del 4 Novembre la Fanfara dei Bersaglieri porta in Sala Tramogge un racconto brioso e inedito sull'inno nazionale. L'evento fa registrare il sold out tra i ragazzi delle terze medie e lancia già il bis per il prossimo anno. Presente anche l'assessore regionale Caruso: «Spesso lo si canta a memoria, senza soffermarsi sul suo vero significato. Importante è trasmetterne il senso civico, riscoprendo le nostre radici e il rispetto verso le istituzioni»

Un viaggio affascinante dentro le note, le parole e le radici storiche più autentiche del nostro canto risorgimentale. La Sala Tramogge dei Molini Marzoli è pronta ad accogliere, nella mattinata di venerdì 6 novembre con inizio alle 10.30, una conferenza speciale rivolta agli studenti intitolata "L'inno svelato: chiacchierata assai briosa su Il canto degli Italiani". L’iniziativa, presentata ufficialmente nella sala giunta di Palazzo Gilardoni, cade in occasione della ricorrenza del 4 Novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, ed è promossa dalla Fanfara dei Bersaglieri di Lonate Pozzolo "Nino Tramonti - Mario Crosta", con il patrocinio della Città di Busto Arsizio e il sostegno di Regione Lombardia.

Al centro della mattinata ci sarà il professor Michele D’Andrea, storico torinese con un passato nella dirigenza del Quirinale ed esperto di cerimoniale, araldica militare e musica risorgimentale. Con uno stile dinamico, leggero e coinvolgente, D’Andrea guiderà i giovani alla riscoperta dello spirito originario con cui Michele Novaro compose il brano nell'autunno del 1847. Troppo spesso relegato al ruolo di semplice marcetta o suonato in versioni rigide e militari, il componimento rappresenta al contrario il risveglio di un popolo che prende coscienza di sé e sceglie di unirsi per la propria libertà, distinguendosi per una ricchezza musicale e ideale tra le più alte nel contesto europeo.

L'interesse delle scuole cittadine si è rivelato travolgente, tanto da far registrare immediatamente il tutto esaurito per i centonovanta posti disponibili nella sala di via Molino. A partecipare saranno le terze classi delle scuole secondarie di primo grado appartenenti agli istituti comprensivi Bertacchi, Bossi e Tommaseo. A fare il punto sulla grande adesione è stato Giuseppe Galletta, anima e portavoce della Fanfara lonatese, che ha evidenziato come «l'evento è già sold out. È un appuntamento ormai atteso ed è già in cantiere per il prossimo anno». Galletta ha spiegato che, proprio per dare risposta alle tante richieste rimaste fuori per ragioni di capienza, si sta già lavorando a un raddoppio degli appuntamenti per il prossimo anno scolastico con due date distinte. Il rappresentante dei fanti piumati ha colto l'occasione anche per dare appuntamento alla cittadinanza al tradizionale concerto natalizio della Fanfara, fissato per il 6 dicembre alle 17 al Teatro Sociale Delia Cajelli.

Parole di grande stima per l'impegno profuso sul territorio sono arrivate dal sindaco Emanuele Antonelli, che ha sottolineato il legame profondo tra la città e i bersaglieri: «Sul nostro territorio fate tantissime cose e vi ringrazio. Fate proprio cultura nelle scuole per i nostri ragazzi, non posso che ringraziarvi per questa bellissima iniziativa». 

Al tavolo dei relatori, accanto alla presidente del consiglio comunale Laura Rogora, è intervenuta l'assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, che ha portato i saluti dell'assessore alla Sicurezza Romano La Russa, promotore del bando regionale destinato alle associazioni d'arma e combattentistiche grazie al quale l'evento è stato finanziato: «Bello parlare dell'inno, ma è bello soprattutto raccontarlo e spiegarlo. La verità è che spesso lo si canta a memoria, perché lo si ascolta durante le manifestazioni sportive, senza soffermarsi sul suo vero significato. Il lavoro che farete con i ragazzi va proprio nella direzione di trasmettere senso civico ed educazione, riscoprendo le nostre radici e il rispetto verso le istituzioni».

L'impatto formativo dell'incontro è stato ribadito dall'assessore alle Politiche educative Chiara Colombo: «D'Andrea è riuscito a trasmettere un'energia incredibile agli studenti, dando vita a una lezione partecipata e divertente. Vivendo in prima persona l'inno, i ragazzi partecipano attivamente, lo sentono loro, lo sentono proprio, ed è un aspetto fondamentale per la loro crescita».

A chiudere gli interventi è stato il vicesindaco Luca Folegani, che ha collegato il messaggio patriottico e civico ai temi dell'attualità giovanile: «Se i nostri studenti colgono davvero quella che è l'essenza del nostro inno e cosa significhi amare la patria, certi fatti spiacevoli a cui abbiamo dovuto assistere nelle scorse settimane non si verificherebbero più. Quando un ragazzo custodisce dentro di sé l'amore per la propria comunità, per il tricolore e per l'inno, cresce come un cittadino diverso rispetto a quelle bruttezze viste di recente». Un momento di alta formazione, dunque, che attraverso la musica e il sorriso punta a consegnare alle nuove generazioni il senso autentico dell'identità nazionale.

Giovanni Ferrario

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