Busto Arsizio - 30 ottobre 2026, 17:55

Busto Rinasce, le proposte di Loschiavo: «Strade sicure, bus più utili e una nuova vita alle aree dismesse»

Dall’ex Borri al cinema Oscar, rilancio degli spazi abbandonati con accordi fra pubblico e privato. Il candidato sindaco: «Prima si studia, poi si interviene».

Busto Rinasce, le proposte di Loschiavo: «Strade sicure, bus più utili e una nuova vita alle aree dismesse»

Strade più sicure, collegamenti pubblici ripensati sulle esigenze dei quartieri, un nuovo piano della sosta, più verde e recupero degli edifici abbandonati. Sono le proposte al centro dell’AMA, l’incontro di ascolto e confronto promosso da Busto Rinasce giovedì 29 ottobre con Salvatore Loschiavo. Rigorosamente verificate sotto il profilo tecnico, giuridico ed economico («I fuochi d’artificio e le idee balzane li lasciamo agli altri, a noi piace fare progetti fattibili», ha spiegato il candidato sindaco).
Sulla sicurezza stradale, la proposta è partire da una mappa dei punti critici elaborata con i residenti e dai dati sugli incidenti, per intervenire sugli attraversamenti, sull’illuminazione, sulla velocità e sui percorsi casa-scuola. Tre livelli di intervento: immediato, da studiare e di lungo periodo, compreso il traffico pesante (tolleranza zero per i Tir che attraversano la città). Il riferimento resta il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), per evitare interventi isolati.
Per gli autobus, Loschiavo propone un confronto con l’Agenzia del trasporto pubblico locale, i gestori e gli utenti per rivedere linee, frequenze e orari, migliorare le coincidenze ferroviarie e collegare meglio scuole, ospedale e quartieri. Allo studio anche servizi a chiamata nelle fasce meno servite, fermate accessibili e informazioni in tempo reale. Sul fronte parcheggi, l’obiettivo è un piano differenziato per residenti, lavoratori, pendolari e clienti dei negozi, con sosta breve per il commercio e parcheggi periferici collegati al centro.
Ma la mobilità, è stato sottolineato dal leader di Busto Rinasce, non si esaurisce nel traffico cittadino. È un ecosistema che riguarda la vita urbana, il rapporto fra quartieri, ambiente e territorio. Significa poter raggiungere un parco senza attraversamenti pericolosi, ridurre l’asfalto dove possibile, assicurare ombra e luoghi di incontro, rendere accessibili i servizi senza obbligare tutti a prendere l’automobile. Da qui la proposta di un Piano comunale del verde, con censimento delle alberature, manutenzione programmata e nuovi interventi mirati nelle zone meno attrezzate.
Il capitolo decisivo è la rigenerazione delle aree dismesse. L’ex calzaturificio Borri, di proprietà comunale, è stato indicato come uno degli esempi di patrimonio da restituire alla città, anziché lasciare che il degrado continui a segnare il paesaggio urbano. Per Busto Rinasce la priorità è censire gli immobili pubblici e privati inutilizzati, stabilire quali funzioni servano davvero ai quartieri e recuperare ciò che esiste prima di consumare altro suolo. Non ogni spazio deve diventare un supermercato (Busto è una delle città d’Italia col più alto numero di esercizi legati alla grande distribuzione): contano utilità collettiva e sostenibilità.
Emblematico anche il caso dell’ex cinema Oscar, edificio privato da tempo inutilizzato. La proposta è superare il conflitto fra interessi pubblici e privati: il Comune deve definire obiettivi e regole chiare, creando le condizioni per investimenti economicamente praticabili, ma chiedendo in cambio benefici concreti per la comunità (come per esempio la trasformazione in un food hall, un grande spazio gastronomico pieno di ristorantini, botteghe e locali dove mangiare, come nella proposta iniziale che fu bocciata da una precedente giunta, è stato ricordato dai presenti in sala). È la strada degli accordi pubblico-privati, per trasformare un immobile chiuso in una risorsa e non in un’altra occasione perduta. «Recuperare viene prima di costruire»: questo il criterio indicato da Loschiavo, anche recuperando superfici verdi.
Il confronto, aperto agli interventi dei presenti, ha mostrato sensibilità diverse soprattutto su sosta e uso dell’auto. Le proposte restano aperte a osservazioni e modifiche: il metodo degli AMA è ascoltare i bisogni, confrontare le soluzioni e verificarne la realizzabilità prima di inserirle nel programma.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI – Domani, sabato 31 ottobre, alle 10, «Caffè col candidato» con Salvatore Loschiavo alla Pasticceria Caffetteria Rivolta, via Meda 31/F, quartiere Beata Giuliana. Il prossimo AMA è martedì 10 novembre, alle 21, a Sant’Anna, dedicato alla partecipazione e ai comitati di quartiere. Seguiranno un incontro su sport, cultura e tempo libero e quello del 10 dicembre sulle politiche sociali; data e sede del primo saranno comunicate dagli organizzatori.

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Comunicato Stampa

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