Politica - 29 ottobre 2026, 23:40

«Decisioni calate dall’alto, all’ultimo minuto»: a Marnate l’opposizione protesta con il silenzio

I gruppi “Qui per Esserci” e “Le Persone al Centro” rinunciano agli interventi in Consiglio comunale per protestare contro il metodo seguito dalla maggioranza sulla variazione di bilancio. Nel mirino le operazioni sui beni pubblici e la mancanza di un confronto preventivo

Maria Elisabetta Galli e Luca Vergani

Maria Elisabetta Galli e Luca Vergani

A Marnate l’opposizione sceglie il silenzio per lanciare un messaggio politico alla maggioranza del sindaco Marco Scazzosi. In occasione del Consiglio comunale di giovedì sera, 29 ottobre, i gruppi “Qui per Esserci”, guidato dalla capogruppo Maria Elisabetta Galli, e “Le Persone al Centro”, capeggiato da Luca Vergani, hanno partecipato alla seduta limitandosi a esercitare il diritto di voto, rinunciando deliberatamente a intervenire nel dibattito.

Una forma di protesta definita dagli stessi gruppi “consiglio silenzioso”, nata dalla contestazione del metodo con cui è stata affrontata la variazione n. 3 al bilancio di previsione 2026-2028. Nel mirino, in particolare, le operazioni di acquisto e alienazione di beni pubblici, che secondo le minoranze sarebbero arrivate al voto senza un adeguato confronto preventivo e senza informazioni sufficientemente dettagliate. «La democrazia e il rispetto delle istituzioni si fondano sul confronto preventivo, non sulle decisioni calate dall’alto», denunciano i gruppi consiliari di minoranza, annunciando ulteriori iniziative per mettere nero su bianco le proprie contestazioni.

Il comunicato

«In occasione del Consiglio Comunale di questa sera, i gruppi consiliari di opposizione (“Qui per Esserci” e “Le Persone al Centro”) hanno adottato una linea di condotta ferma e simbolica: la partecipazione alla seduta è stata esclusivamente per esercitare il diritto di voto, rinunciando deliberatamente a prendere parte alla discussione in aula.

La scelta del “consiglio silenzioso” è nata da una profonda e radicale contestazione del metodo politico e amministrativo utilizzato dall'attuale maggioranza, in particolare sul punto all'ordine del giorno relativo alla Variazione n. 3 di competenza del bilancio di previsione 2026/2028.

Riteniamo inaccettabile che decisioni di fondamentale importanza per il patrimonio del nostro paese - che includono delicate operazioni di acquisto e alienazione (vendita) di beni pubblici, peraltro non circostanziate nei dettagli temporali e di procedura - siano state portate direttamente al voto senza una preventiva e doverosa fase di condivisione con i consiglieri comunali e con i gruppi di lavoro preposti.

Anche la riunione dei capigruppo (alla quale i nostri capigruppo non hanno partecipato) di fatto consiste in una sommaria esposizione di quanto già deciso e predisposto per il consiglio e non è occasione per valutare le scelte già effettuate dalla maggioranza.

L’obiettivo dell’opposizione non è quello di scavalcare il legittimo potere decisionale di chi amministra Marnate, bensì quello di rivendicare il ruolo e il diritto delle minoranze ad essere informate prima di arrivare all'atto pratico del legiferare. La democrazia e il rispetto delle istituzioni si fondano sul confronto preventivo, non sulle decisioni calate dall'alto, all'ultimo minuto su temi cruciali come la gestione dei beni comunali.

Considerando che la discussione in aula sulla Variazione n. 3 si sarebbe rivelata priva di reali e solidi fondamenti informativi a causa di questa gestione, abbiamo preferito evitare un dibattito sterile, optando per il silenzio istituzionale come massima forma di protesta.

L'azione politica dei nostri gruppi non si ferma qui: la nostra analisi tecnica e le contestazioni di merito sul bilancio verranno approfondite e messe nero su bianco nei prossimi giorni attraverso ulteriori iniziative, alle quali la maggioranza sarà tenuta a rispondere puntualmente.

Le spese del denaro pubblico non possono essere assunte senza rispetto delle ferree leggi di bilancio e del parere del revisore dei conti che in ogni relazione esprime specifiche raccomandazioni.
Noi, che non siamo stati resi partecipi delle scelte della maggioranza che è quindi unica responsabile degli atti e dei passaggi concreti, vigileremo attentamente».

Insomma, il “consiglio silenzioso” non chiude la partita, ma promette di spostarla sul terreno degli atti e delle responsabilità. E il clima politico non aiuta: dopo il passaggio del capogruppo Denis Pomaro all’opposizione, tra i banchi di “Le Persone al Centro” e nelle fila di Forza Italia, guidata dal segretario Luca Vergani, arriva ora la protesta congiunta delle minoranze. Una scelta, quella di rinunciare alla parola in aula, per rendere ancora più rumorosa la contestazione: da una parte, la richiesta di maggiore condivisione e apertura, nel solco dei principi einaudiani richiamati anche in Consiglio da Vergani, «Conoscere, discutere e argomentare e poi legiferare»; dall’altra, l’attenzione di Galli al rispetto delle norme di bilancio e delle raccomandazioni del revisore dei conti. Due fronti che ora convergono in un messaggio comune: «Vigileremo attentamente».

A. M.

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