«Nel Consiglio comunale del 27 ottobre (LEGGI QUI) la maggioranza ha scelto di anteporre una mozione dal valore prevalentemente simbolico e dagli effetti incerti e lontani nel tempo a problemi concreti e immediati che interessano cittadini, quartieri e servizi. Una scelta indicativa delle priorità dell’Amministrazione che ha così evitato di rispondere attorno a questioni concrete e ben più rilevanti per la vita dei bustesi.
Nonostante ciò, non ci siamo sottratti dal dibattito. Abbiamo riconosciuto il ruolo strategico che Busto Arsizio svolge già oggi nel territorio provinciale. Nessuno, infatti, mette in discussione il fatto che la città rappresenti un polo attrattore per il lavoro, l'istruzione, i servizi, il commercio e la mobilità. Busto, all’interno della conurbazione, è un punto di riferimento per un'area vasta ben più ampia dei suoi confini amministrativi e svolge questa funzione da decenni, ben prima di superare Varese per numero di abitanti. Proprio per questo riteniamo che il dibattito meriti serietà e approfondimento.
Durante la discussione abbiamo sollevato una serie di questioni che sono rimaste senza risposta. Sul tema dei finanziamenti, occorre ricordare che i criteri di partecipazione dei Comuni ai bandi dipendono dal Governo e dai Ministeri e possono essere modificati senza intervenire sullo status di capoluogo. Allo stesso modo, il riconoscimento formale di un co-capoluogo non comporterebbe automaticamente il trasferimento di uffici, servizi o funzioni amministrative da Varese a Busto Arsizio. Senza una chiara individuazione delle competenze da attribuire ai territori, il rischio è quello di creare una “scatola vuota”.
Per queste ragioni, quando la maggioranza ha deciso di procedere comunque al voto senza ulteriori approfondimenti, abbiamo presentato un emendamento volto a sostituire il riferimento a Busto Arsizio quale città capoluogo "congiuntamente con il Comune di Varese" con la formulazione "attraverso l'istituzione di una nuova provincia nell'ambito della futura eventuale revisione delle Province".
Abbiamo motivato questa proposta evidenziando come, proprio per la natura di lungo periodo della discussione, fosse più coerente richiamare il percorso storico che negli anni Novanta portò a ragionare sull'istituzione (poi mancata) della Provincia di Busto Arsizio / Altomilanese, coinvolgendo i Comuni limitrofi e partendo dalla gestione integrata dei servizi e dalle esigenze del territorio.
L'emendamento è stato però respinto dalla maggioranza, che ha scelto di confermare integralmente il testo originario e di procedere all'approvazione della mozione senza accogliere alcuna osservazione. La decisione di andare direttamente al voto, senza approfondire le questioni sollevate, ha finito per confermare il carattere simbolico ed elettorale dell'iniziativa del centrodestra.
Busto Arsizio non ha bisogno di titoli formali privi di contenuti. Ha bisogno di una visione che parta dai servizi, dalle infrastrutture, dalla mobilità e dal ruolo che già oggi svolge per tutto il territorio. È da qui che dovrebbe iniziare qualsiasi riflessione seria sul futuro istituzionale della città».
Segreteria Cittadina e Gruppo Consiliare PD Busto Arsizio




