Il futuro dello stadio Franco Ossola legato alla rigenerazione dell'area sportiva di Masnago, palazzetto in primis. Se ne parla da anni, tra progetti, ipotesi, annunci e prospettive di riqualificazione che, almeno finora, non hanno trovato una traduzione concreta. Ma come si fa davvero a trasformare un impianto sportivo datato in una struttura moderna, sostenibile e capace di vivere anche al di fuori delle partite, parlando la stessa lingua dei vicini di casa della Pallacanestro Varese e del Lino Oldrini in parte già ampliato? E soprattutto: dove si trovano i soldi, quali soggetti possono investire e quale ruolo deve avere il Comune?
Sono domande che riguardano da vicino lo stadio di Masnago, ma anche il palazzetto dello sport, e alle quali si proverà a dare qualche risposta venerdì 6 novembre alle 18.30, all'Acinque Ice Arena di via Albani, durante il Future Talk dal titolo «Quale futuro per gli impianti sportivi con il partenariato pubblico e privato?».
L'incontro vuole andare oltre il semplice dibattito sull'opportunità di rinnovare gli impianti cittadini, concentrandosi sugli strumenti necessari per passare dalle intenzioni ai fatti. Il tema centrale sarà quello del partenariato pubblico-privato, ovvero la collaborazione tra amministrazioni e investitori per finanziare, realizzare e gestire infrastrutture che difficilmente potrebbero essere sostenute soltanto dalle casse comunali.
Un esempio, a Varese, è già sotto gli occhi di tutti: proprio il palaghiaccio di via Albani, riqualificato e trasformato nell'attuale Acinque Ice Arena. Un'esperienza dalla quale partire per ragionare su due strutture ben più complesse e sulle prospettive del loro rilancio.
Ad aprire il confronto sarà il sindaco Davide Galimberti, chiamato a illustrare la visione dell'amministrazione comunale e le linee guida per il futuro del Franco Ossola e del palazzetto. Seguirà Matteo Barbera, presidente di Acinque, che porterà l'esperienza della riqualificazione del palaghiaccio varesino e quella del progetto della nuova Cantù Arena.
Un passaggio importante sarà poi affidato all'esperto di Deloitte, Emiliano Russo, Avvocato, Head of Real Estate Leader Global Real Estate e Tax & Legal Deloitte Legal, Sede di Roma, che approfondirà gli aspetti economici e finanziari: il ruolo degli investimenti, le condizioni necessarie per attrarre capitali e la sostenibilità nel tempo di operazioni di questo genere. Perché il problema, prima ancora di immaginare come potrebbe diventare uno stadio, è capire come renderne possibile la trasformazione.
Non mancherà uno sguardo a quanto è stato fatto oltreconfine. Saranno infatti presentati due modelli internazionali, quelli di Lugano e York, dove gli impianti sportivi sono stati concepiti come parte di progetti più ampi, capaci di integrare sport, servizi, attività commerciali e spazi destinati alla comunità.
A Lugano il Polo Sportivo e degli Eventi mette insieme stadio, palazzetto, uffici e parco pubblico; nell'inglese York l'LNER Community Stadium ospita, accanto allo sport, anche attività commerciali, servizi sanitari e spazi collettivi. Due esperienze che mostrano come un impianto possa diventare qualcosa di più di un luogo utilizzato soltanto nei giorni delle partite.
Il Franco Ossola, naturalmente, resta il grande interrogativo varesino. E l'appuntamento del 6 novembre sarà un'occasione per capire se e come le esperienze già realizzate altrove possano indicare una strada percorribile anche per Masnago.
L'ingresso è libero.







