A metà ottobre nell’Alto Milanese tornano le nebbie mattutine e l’umidità tipica della pianura padana. Per chi ogni giorno si sposta verso Milano o Malpensa, questo significa vetri appannati, avviamenti più faticosi e temperature in rapido calo. Alcuni controlli eseguiti in questo periodo consentono di individuare per tempo i difetti che, con il freddo, rischiano di trasformarsi in riparazioni costose.
La batteria alla prova delle basse temperature
Alle basse temperature le reazioni chimiche all’interno della batteria rallentano e la capacità disponibile diminuisce. Ciò avviene proprio quando il motore, a freddo, richiede più energia per l’avviamento. Una batteria in condizioni non ottimali può quindi cedere alle prime mattine sotto zero.
Tra i segnali che suggeriscono una verifica rientrano:
- un avviamento più lento del solito;
- luci del cruscotto che si affievoliscono durante la messa in moto;
- la necessità di più tentativi per accendere il motore.
Un’officina è in grado di misurare tensione e capacità di spunto con un apposito tester in pochi minuti. Per le batterie che hanno già alcuni anni di servizio, il controllo è consigliabile prima dell’inverno.
Pneumatici e obbligo invernale dal 15 novembre
Dal 15 novembre al 15 aprile su numerose strade lombarde, comprese diverse arterie della provincia di Varese, è obbligatorio circolare con pneumatici invernali oppure avere le catene a bordo. Gli pneumatici invernali possono essere montati già a partire da metà ottobre.
Prima della sostituzione è opportuno verificare lo spessore del battistrada. Il limite di legge è pari a 1,6 mm, tuttavia su asfalto freddo e bagnato l’aderenza si riduce sensibilmente ben prima di tale soglia. Anche la pressione merita attenzione, poiché tende a diminuire con il calo delle temperature. La misurazione va effettuata a pneumatici freddi, secondo i valori indicati dal costruttore sul montante della portiera o sullo sportello del carburante.
Il ruolo del climatizzatore nei mesi umidi
Nei mesi umidi il climatizzatore svolge soprattutto la funzione di deumidificatore. L’aria, attraversando l’evaporatore, cede parte dell’umidità e raggiunge i vetri più asciutta. Per questo motivo l’uso combinato di riscaldamento e climatizzatore rappresenta il metodo più rapido per disappannare il parabrezza.
Se i vetri restano appannati a lungo anche con il climatizzatore acceso, è utile individuarne la causa. Tra le ipotesi più frequenti figurano un filtro abitacolo intasato, il ricircolo dell’aria rimasto inserito oppure una carica di refrigerante insufficiente, che riduce la capacità dell’impianto di trattare l’aria.
Perché la verifica delle perdite viene prima della ricarica
Il refrigerante non si consuma con l’uso. Un livello insufficiente indica quindi la presenza di una perdita, anche minima, in corrispondenza di guarnizioni, raccordi o del condensatore. Quest’ultimo è collocato nella parte anteriore del veicolo, davanti al radiatore, ed è esposto a detriti, sporco e, nei mesi invernali, al sale sparso sulle strade.
Un impianto con poco gas sottopone a sforzo il compressore, la cui lubrificazione dipende dall’olio trasportato dal refrigerante. Trascurare il problema può comportare danni al compressore, una delle riparazioni più onerose dell’intero sistema.
La sequenza corretta prevede pertanto la prova di tenuta, eseguita con tracciante UV o in pressione, e solo successivamente la ricarica. In assenza di riparazione, il nuovo refrigerante andrebbe nuovamente disperso nel giro di alcune settimane o mesi.
Anche la ricarica richiede precisione, poiché un eccesso di gas non è meno dannoso di una carenza. Come avverte AUTODOC, il sovraccarico di refrigerante «può causare una pressione eccessiva e danneggiare il compressore». Per questo motivo la quantità viene dosata secondo i valori stabiliti dal costruttore per ciascun modello.
Da cosa dipende il costo della ricarica
Tra i fattori che incidono sul prezzo finale figurano:
- il tipo di refrigerante, generalmente R134a sulle auto meno recenti e R1234yf su quelle più nuove;
- la quantità di gas prevista dal costruttore per il singolo modello;
- i servizi aggiuntivi, come la ricerca delle perdite, l’igienizzazione e la sostituzione del filtro antipolline.
A titolo indicativo, una ricarica con R134a costa in media tra 80 e 100 euro, mentre con R1234yf può raggiungere i 160-200 euro. La riparazione di una perdita, in base alle stime riferite ad alcuni modelli diffusi, comporta una spesa compresa tra circa 150 e 450 euro.
Effettuare questi controlli nelle prossime settimane richiede tempi contenuti e permette di affrontare l’inverno con maggiore tranquillità, prima che l’avvicinarsi del 15 novembre renda più difficile trovare disponibilità presso le officine della zona.
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