Riprendendo una tradizione che rientra tra gli obiettivi istituzionali della Famiglia Bustocca, in occasione del 75° anniversario della sua fondazione, viene allestita nei locali della sede di via Fratelli d’Italia 7 la mostra “Busto città amata”. L’esposizione intende raccogliere e presentare al pubblico una selezione di immagini che raccontano la nostra città attraverso gli occhi degli artisti di ieri e di oggi.
L’inaugurazione si terrà sabato 24 ottobre alle ore 17.00.
Le opere, prestate dagli stessi artisti oppure da eredi e collezionisti, compongono un panorama ricco e variegato di luoghi, stili e tecniche.
Tra i pittori più anziani, ormai scomparsi, figurano nomi che hanno fatto la storia della pittura a Busto Arsizio. Rivederne le opere significa tornare a una Busto di qualche decennio fa, riscoprendo luoghi e tradizioni spesso scomparsi, ma anche ricordare quegli artisti e riproporne la conoscenza al pubblico di oggi.
Accanto a loro espongono pittori appartenenti ad almeno due generazioni successive che, come i predecessori, si confrontano con tecniche diverse. Pur mantenendo spesso un approccio veristico o naturalistico, le loro opere introducono una maggiore sintesi formale e, in alcuni casi, accenti più espressionistici.
Visitare la mostra significa anche ritrovare i «luoghi del cuore» che hanno ispirato gli artisti: luoghi che appartengono alla vita e al sentimento collettivo della città.
Tra questi spicca il Santuario di Santa Maria, raffigurato tante volte non soltanto come monumento insigne, ma anche perché custode del cuore della devozione popolare bustocca. La stessa devozione ha ispirato le rappresentazioni della chiesa di Madonna in Prato e di quella dei Frati Minori.
Altrettanto ricorrente è la Cascina dei Poveri, con l’Oratorio di San Bernardino: un luogo che conserva la memoria di una vita rurale faticosa, ma profondamente comunitaria. Esempio raro di cascina a pianta chiusa, è anche il probabile luogo natale della venerata Beata Giuliana. Oggi rappresenta una testimonianza di storia antica e un lembo superstite di natura circostante che l’arte cerca di fermare nel tempo, contribuendo a mantenerne viva la memoria e a richiamare l’attenzione sulla sua salvaguardia.
E ancora, il Canton Santo, la cui cappella è stata purtroppo sacrificata alla nuova urbanizzazione; le vie, le piazzette e i cortili di un borgo che i pittori più anziani hanno ancora potuto osservare dal vivo e immortalare nelle loro opere. Infine, l’imponente Villa Gabardi di via Mameli, ormai irrimediabilmente perduta e oggi ricordata con rimpianto.
La Famiglia Bustocca è lieta della grande partecipazione che ha accompagnato la realizzazione di questa mostra e auspica che le opere raccolte possano suscitare nuove suggestioni, stimolare riflessioni e svelare interessanti legami tra l’arte, la storia e l’identità della città.
ORARI DI APERTURA
Dal 24 ottobre al 23 novembre 2026
- Sabato e domenica: dalle 17.00 alle 19.00
- Lunedì: dalle 16.00 alle 18.00




