Il piano di affidamento a terzi dei nidi comunali Boschessa e Ferrario è finito sotto la lente della commissione consiliare. L'amministrazione, incalzata dalla mozione presentata dal gruppo del PD, non arretra e respinge al mittente l’accusa di aver generato il caos nelle strutture educative cittadine. A farsi carico della difesa dell'operato di Palazzo Gilardoni è stata l'assessore alle Politiche educative Chiara Colombo, intervenuta per rispondere punto su punto alle perplessità sollevate dai consiglieri e per chiarire come stiano funzionando, nella quotidianità, gli asili in questione dopo il blocco della gara d’appalto e il contenzioso apertosi davanti al Tar.
L’assessore Colombo ha dettagliato la consistenza numerica delle due strutture: alla Boschessa, su trentasei iscritti, sono operative tre educatrici comunali e tre della cooperativa; al Ferrario, a fronte di trentotto piccoli, prestano servizio due insegnanti di ruolo affiancate da quattro educatrici inviate da una cooperativa, già affidataria di un accordo con il Comune. Una soluzione tampone studiata per garantire la piena ripartenza a settembre, rispetto alla quale Colombo ha rivendicato: «Per noi la cosa più importante era sicuramente quella di preservare i bimbi: abbiamo pensato proprio di mantenere gli stessi insegnanti per continuità educativa con il supporto delle varie educatrici». L'assessore ha inoltre smentito qualsiasi ripercussione economica negativa per le casse comunali, spiegando che «non c'è un aumento di costi» e che il pacchetto orario accessorio servirà come riserva per coprire assenze, supplenze improvvise o per intervenire a supporto di minori con particolari difficoltà.
Il quadro delineato dalla giunta non ha però convinto i consiglieri di minoranza. Valentina Verga ha puntato il dito sulla programmazione dell'appalto, giudicando prevedibile il rischio di ricorsi giudiziari pubblicando una gara a ridosso delle vacanze estive e lasciando il servizio privo di certezze sull'assetto che entrerà in vigore da gennaio. La consigliera dem ha criticato l'assenza di una fase strutturata di affiancamento per le figure subentrate e ha espresso perplessità sul concetto stesso di continuità didattica. Dubbi ribaditi dalla collega di partito Cinzia Berutti, che ha chiesto chiarimenti sui tempi effettivi di passaggio delle consegne tra docenti, sull'effettivo risparmio economico dell'operazione e sulle condizioni materiali degli immobili, richiamando i disagi vissuti a causa dei cantieri alla scuola Collodi. Dal fronte del Partito Democratico, infine, Paolo Pedotti ha respinto l'idea che la scuola debba accettare la precarietà come elemento strutturale e ha lanciato una precisa richiesta politica: revocare in autotutela l’intera procedura di gara, archiviare il contenzioso al Tar e ristabilire la gestione integralmente pubblica dei nidi.
Sul tema della qualità del personale è intervenuto anche il consigliere di Futuro Nazionale Max Rogora, soffermandosi in modo particolare sull'assistenza ai bambini con disabilità e sollecitando la massima severità nella selezione: «Ci sono i piloti e poi abbiamo i guidatori della domenica. Noi vogliamo che i nostri educatori siano tutti piloti».
Di fronte a queste rimostranze, l’assessore Colombo ha difeso con fermezza il profilo professionale delle operatrici esterne: «Devono avere delle lauree specifiche, non sono persone che vengono prese a caso e messe a lavorare all'interno di una struttura: mai e poi mai faremmo una cosa del genere». Colombo ha evidenziato come l’amministrazione monitori costantemente il lavoro svolto e ha ricordato la stabilizzazione a tempo indeterminato di quattro docenti comunali precedentemente assunte a termine. Quanto al sostegno pedagogico per le fragilità, l'assessore ha fatto notare che l'empatia e l'attitudine all'ascolto non si apprendono sui libri, ma si coltivano sul campo con dedizione quotidiana.
Respingendo infine la richiesta di annullare la gara, Colombo ha ammonito a non trarre conclusioni affrettate: «Sostanzialmente non abbiamo visto se funziona o non funziona. Per cui, prima di fasciarci la testa, andiamo a osservare e a valutare tutto quello che accadrà». Anche nell'eventualità in cui i giudici amministrativi dovessero esprimersi nei prossimi mesi accogliendo il ricorso e imponendo l'ingresso della ditta appaltatrice, l'assessore ha voluto rassicurare famiglie e docenti: «Se il Tar ci dice che da domani questa è la cooperativa che deve accedere nelle vostre strutture, non saremo tranchant, ma accompagneremo il passaggio e il cambio tra docenti». Un percorso graduale, ha concluso Colombo, facendo affidamento sulla dedizione del personale: «I docenti, quando sono preparati e amano i loro bambini, di solito fanno il massimo per essere all’altezza, sempre e costantemente».




