Attualità - 21 ottobre 2026, 17:30

Cestini rovesciati e urla dai balconi, ma il video non è di Busto. L’appello a fermare la catena della paura

Dopo gli allarmi dei giorni scorsi e i presidi preventivi davanti alle scuole cittadine, una nuova ondata di disinformazione colpisce le chat locali spacciando per bustocche le immagini dei disordini girate a Milano, in piazza Gorani

Il vortice della disinformazione compie un ulteriore salto di qualità e finisce per ingannare non soltanto i giovanissimi, ma anche gli adulti. Da qualche ora rimbalza freneticamente all'interno di decine di chat WhatsApp e sulle bacheche social un filmato allarmante: si vedono gruppi di ragazzi vestiti di scuro mentre corrono trafelati, rovesciano cestini dei rifiuti e seminano il disordine tra le auto parcheggiate, mentre dai balconi i residenti gridano spaventati chiedendo se qualcuno abbia allertato il numero di emergenza. In calce al video, un messaggio spacciato per autentico che sostiene come quelle immagini documentino scontri avvenuti direttamente nel cuore di Busto Arsizio.

Si tratta, tuttavia, dell'ennesima bufala costruita a tavolino. La scena non è stata ripresa in territorio bustocco, bensì a Milano, durante i disordini che hanno recentemente scosso il capoluogo lombardo. A fugare ogni possibile dubbio contribuisce l'inconfondibile contesto architettonico del luogo inquadrato dalla finestra, corrispondente a Piazza Gorani, nella storica area delle Cinque Vie racchiusa tra Corso Magenta e Piazza Affari. Nel filmato spicca con assoluta nitidezza la Torre dei Gorani, il baluardo medievale in mattoni a vista rimasto miracolosamente in piedi dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che rasero al suolo l’omonimo palazzo nobiliare. Accanto alla torre si scorgono le arcate e i resti murari superstiti dell'antico complesso, incastonati nella pavimentazione pedonale chiara con aiuole geometriche e circondati dalle moderne palazzine residenziali bianche nate dalla recente riqualificazione urbanistica milanese.

Elementi che nulla hanno a che spartire con le vie di Busto Arsizio, ma che sono bastati per innescare un cortocircuito emotivo senza precedenti. La psicosi collettiva, alimentata dalla paura e dall'inoltro indiscriminato, ha mostrato i propri effetti già nella giornata di ieri, quando diversi studenti hanno preferito rimanere a casa da scuola temendo di trovarsi coinvolti in agguati o tafferugli inesistenti. Oggi il medesimo meccanismo ha fatto breccia tra gli adulti e i gruppi di genitori, rivelando quanto sia fragile il confine tra prudenza e allarmismo infondato.

Il caso del filmato manipolato si colloca esattamente nel solco di quanto segnalato nelle scorse ore dalle istituzioni e dalle Forze dell'Ordine (leggi QUI). L'episodio odierno dimostra come l'antidoto principale alla paura resti la verifica puntuale delle fonti: prima di rilanciare filmati o avvertimenti drammatici sui gruppi di quartiere o di classe, fermarsi a osservare i dettagli e pretendere riscontri oggettivi è il primo dovere civico per non alimentare una tensione che esiste soltanto sugli schermi dei telefoni.

Giovanni Ferrario