Un tessitore, un maestro di vita nel suo impegno quotidiano tra i telai e la famiglia. Antonio Sangaletti, novant'anni, oggi martedì 13 ottobre riceverà l'ultimo saluto dei suoi cari e degli amici, nella chiesa parrocchiale di Sant'Anna a Busto Arsizio (ore 14.15, preceduti dal rosario alle 14). Ha sempre vissuto lì, in via Cassano, e tra quelle stesse mura ha creato l'attività familiare, in cui si è poi affiancato ed è subentrato il figlio. Ma Antonio ha sempre dato una mano e un consiglio, portando lì finché ha potuto la sua sedia a dondolo. La mitica sedia a dondolo su cui lo ricordano con affetto anche le nipoti.
La storia di Antonio è quella semplice e autentica di una generazione. Di uomini e donne che hanno lavorato con tutte le loro energie e hanno trasmesso i loro valori. Un orgoglio per lui essere diventato bisnonno, oltre che nonno e papà.
L'artigiano era terzista: aveva fondato un'azienda che per l'ottanta per cento produceva tovaglieria, biancheria per la casa, accappatoi. «Abbiamo sempre lavorato insieme - racconta il figlio Claudio - Lui ha iniziato a 11 anni, ha frequentato la scuola serale, prima ha lavorato sotto padrone, quindi si è sposato e si è messo in proprio». I telai in cantina dell'abitazione che lui stesso si era costruito: «Era anche saldatore, gli piaceva tantissimo e ha realizzato lui tutti i serramenti in ferro».
Di stare con le mani in mano, non era capace Antonio, che pur amava stare tra la gente e frequentare i coscritti. Così eccolo in giardino a curare meticolosamente le piante e se c'era un giocattolo delle nipoti che si rompeva, si industriava per sistemarlo. Immagini ed esempio che i suoi familiari porteranno sempre nel cuore.




