Il primo consiglio comunale castellanzese dopo la pausa estiva ha visto maggioranza ed opposizione confrontarsi sule modifiche al regolamento che norma il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari, le cui modifiche permetteranno, a partire dalla prossima seduta, lo streaming dell’assemblea.
A spiegare le novità del documento il consigliere delegato Marco Oldani: «In primo luogo è stato necessario introdurre nuove norme per permettere l’utilizzo della nuova piattaforma digitale e la trasmissione in streaming del consiglio comunale – spiega Oldani – che partirà con la prossima seduta.
Inoltre abbiamo sistemato altri punti di natura più tecnica, e crediamo di aver raggiunto un miglioramento rispetto al regolamento precedente, ormai datato».
Se la possibilità di permettere ai cittadini di visionare il consiglio anche da casa è stata ben accolta da tutti, diversa è stata la reazione alle modifiche introdotte riguardo le figure degli esperti all’interno delle commissioni.
«Abbiamo voluto specificare cosa si intende per esperto – prosegue il consigliere delegato – che dovrà essere una figura competente in materia o per curriculum vita o per comprovata esperienza tecnica.
Esperienza che dovrà essere comunicata alcuni giorni prima al presidente della commissione, che avrà la facoltà di decidere se potrà partecipare o meno alla riunione.
Riteniamo che questa modifica ci dia una definizione più oggettiva e verificabile di questo tipo di figura, rappresentando un miglioramento per la qualità dei lavori e del dibattito».
Ed è proprio su questo punto che si è accesa la discussione che ha visto protagonista principalmente Paolo Pagani che ha subito sottolineato di non essere «d’accordo con il fatto che sia il presidente della commissione a giudicare l’ammissibilità della presenza di un esperto – sottolinea il capogruppo di SìAmo Castellanza – se qualcuno decide di portare con sé una persona scarsamente competente le conseguenze ricadono solo su di lui.
Questo nuovo regolamento limita l’accesso alle commissioni e lo stesso fa con la libertà d’azione dei consiglieri, diminuendo sensibilmente la loro discrezionalità, per questo non mi trova favorevole».
Di diverso avviso Valérie Berrichillo: «Guardando ad esperienze passate mi rendo conto della necessità di fare questa modifica – commenta l’esponente di Castellanza nel Cuore – perché ho personalmente assistito ad occasioni in cui l’errata valutazione di un consigliere ha portato a confronti che si sono rivelati una perdita di tempo per tutti.
Mi auguro, però, che non si sia troppo fiscali nel valutare gli esperti».
A chiarire la situazione è stato lo stesso Oldani: «Vorrei sottolineare che consideriamo tutti idonei salvo parere contrario – conclude il consigliere – a del resto le commissioni sono uno strumento di lavoro, e crediamo che la qualità di questo lavoro possa essere sicuramente implementata dalla presenza di figure espressamente competenti che rappresentino un valore aggiunto per tutti i partecipanti».




