Dagli ostacoli a nuove opportunità. La realizzazione del nuovo nido d'infanzia ha fatto emergere problemi nella parte vecchia dell'asilo che doveva essere ristrutturata. Questo, invece di scoraggiare, ha spinto a guardare oltre, a puntare più in alto. Così non solo la parrocchia di Sant'Edoardo a Busto Arsizio va avanti con la realizzazione del nido: approfitterà anche per creare quella che ha ribattezzato la "piazza per tutti".
Perché tutti ne hanno bisogno, ogni generazione. Approfittando di dover dare una risposta ai piccini e alle loro famiglie, ecco la mossa. Il nido d'infanzia non sarà pronto a gennaio, come si sperava, ma si auspica che possa arrivare al taglio del nastro per settembre 2027.
Don Antonio Corvi aveva anticipato ai parrocchiani nel foglio di informazione: «Cominciando i lavori di ristrutturazione in vista dell'apertura del Nido ci siamo accorti di alcuni malfunzionamenti della struttura: livelli difformi dei piani, umidità di risalita, confusione estrema dei sistemi di scolo delle acque meteoriche e delle acque fognarie, che risalgono a interventi fatti in successione, per venire incontro alle diverse esigenze, ma senza una visione di insieme. Queste fatiche strutturali, assieme a nuove esigenze emerse (come il problema del gas radon e la questione della sostenibilità) hanno prodotto una necessaria rivisitazione del progetto in più volte. Ora, dopo la definitiva mappatura degli scoli, possiamo stilare un progetto che offra soluzioni strutturali più comprensive e più lungimiranti».
Di conseguenza i costi sono cresciuti e d'intesa con il Consiglio per gli Affari Economici e con il Consiglio Pastorale Parrocchiale la parrocchia ha presentato una domanda di finanziamento all'attenzione della Curia Arcivescovile. Quest'ultima ha dato l'autorizzazione per l'apertura del Nido e sta ora valutando il finanziamento.
Ma il passaggio cruciale è questa riflessione: «Tutto questo che cosa c'entra con la piazza? Vogliamo far sì che intoppi e fatiche strutturali diventino un'occasione per possibilità nuove di incontro. Il fatto di aver dovuto ripensare impianti di scolo, risistemazione dei livelli di piano, aperture di ingressi - come richiesto dal parere preventivo dell'Ats ci ha offerto l'opportunità per creare nuovi spazi di incontro. In fondo: a che cosa servono le strutture di una Parrocchia? A favorire gli incontri. Tra le persone, tra le generazioni, tra i gruppi. Perchè è nell'incontro tra le persone che si genera la fede, che si vive il Vangelo, che sỉ tramandano le parole, le scelte, lo stile di Gesù, che si diventa Chiesa. Ecco perché da un Nido di infanzia si può passare ad una piazza per tutti. Perché è interesse di tutti - e ne abbiamo bisogno - di incontrare e di incontrarci».
Da un'opera a quattro insomma: gli spazi del nido il giardino davanti, la piazza (il cortile oggi di fianco alla chiesa, che diventa spazio di aggregazione) e un nuovo ingresso con un senso di accoglienza più forte che viene trasmesso.
Oggi, dopo la messa delle 11, il rendering è stato mostrato agli abitanti, che hanno accolto entusiasmo le possibilità. Don Antonio ha sottolineato che ben accette sono opinioni e idee.
Infine, gli architetti Francesco Enea Castellanza e Niccolò Rizzo hanno condotto nella parte vecchia dell'asilo, accanto a don Gabriele Bof, per far capire le criticità che si sono trasformate però anche in opportunità.









