4.082 interventi in un anno. 68.687 chilometri percorsi. 230 persone assistite. Otto volontari rimasti in servizio, quando un tempo erano trenta. Sono numeri che raccontano meglio di molte parole la realtà dei Volontari del Sollievo di Padre Pio, associazione con sede a Borsano, nata 25 anni fa con un obiettivo preciso: aiutare le persone che, per diversi motivi, non hanno la possibilità di raggiungere autonomamente un ospedale, un medico o un dentista. Un servizio spesso silenzioso, che si mette in moto con una telefonata. Dall’altra parte qualcuno chiede aiuto e, quando possibile, un volontario arriva con un’automobile dell’associazione per accompagnare la persona dove deve andare.
Da Busto a Milano, Como e Varese
L’idea iniziale era quella di operare principalmente sul territorio di Busto Arsizio. Ma negli anni i confini si sono progressivamente allargati. Oggi i Volontari del Sollievo accompagnano le persone a Busto Arsizio, Legnano e Gallarate, ma anche a Milano, Como e Varese. Perché quando arriva una richiesta, spesso è difficile dire di no. Anche quando la destinazione è più lontana rispetto a quella che inizialmente si erano immaginati.
Il risultato sono quasi 69 mila chilometri percorsi in un solo anno. Chilometri che non sono semplicemente spostamenti: sono visite mediche raggiunte, terapie effettuate, controlli a cui non si è dovuto rinunciare.
Un servizio senza tariffe
C’è un altro numero che non compare nelle statistiche, ma che caratterizza profondamente l’associazione: zero euro di tariffa. I Volontari del Sollievo sono infatti una realtà che non applica tariffe per il servizio, nemmeno una quota minima. Il trasporto viene effettuato gratuitamente, affidandosi alla disponibilità dei volontari e alle risorse che l’associazione riesce a raccogliere. Le entrate arrivano anche dalla generosità di persone che, in passato, hanno usufruito del servizio e che hanno deciso di sostenere a loro volta l’associazione.
Ma i contributi, spiegano i volontari, non sempre sono sufficienti a coprire i costi che una struttura di questo tipo deve sostenere.
Sei automobili per accompagnare anche chi è in carrozzina
Per garantire il servizio l’associazione dispone di sei autovetture: due destinate ai trasporti ordinari e altre quattro attrezzate per il trasporto delle persone in carrozzina. Un parco macchine che richiede manutenzione, carburante, assicurazioni e tutte le spese necessarie per garantire trasporti sicuri alle persone accompagnate.
100-150 interventi ogni mese
E qui arriva un altro dato significativo: sono 100-150 gli interventi effettuati ogni mese. Un’attività che richiede una presenza costante e una disponibilità che oggi pesa sulle spalle di un gruppo sempre più ristretto di volontari. Gli otto volontari rimasti sono in gran parte uomini in pensione. Alcuni sono tra i fondatori dell’associazione e oggi, dopo 25 anni, cominciano inevitabilmente ad avere un’età che rende più difficile garantire i ritmi di un tempo. Il problema, dunque, non è la mancanza di richieste. È esattamente il contrario.
Da 30 a 8 volontari
È questo forse il numero che più di tutti fotografa la situazione attuale: da 30 volontari a 8. Una diminuzione che rischia di mettere in difficoltà un servizio che continua a ricevere richieste. Per questo l’associazione lancia un appello alla città. Servono persone disposte a dedicare una parte del proprio tempo agli altri, mettendosi alla guida di un’automobile e accompagnando chi da solo non riuscirebbe a raggiungere una struttura sanitaria. Non servono grandi gesti. Serve soprattutto disponibilità.
Sabato il teatro per sostenere i Volontari del Sollievo
Anche per dare visibilità all’attività dell’associazione e raccogliere risorse è stata organizzata una serata di solidarietà. Sabato 3 ottobre alle 21, al Teatro “Aurora” di Borsano, in via San Pietro 15, la Compagnia Teatrale Filodrammatica cittadina Paolo Ferrari di Busto Arsizio porterà in scena «I Tre Testamenti», commedia in tre atti di Giuseppina Cataneo, con la regia di Luigi Drogo.
L’ingresso sarà a offerta libera e il ricavato sarà destinato ai Volontari del Sollievo, gruppo di Padre Pio di Borsano. Una serata nella quale il teatro diventa dunque uno strumento concreto di solidarietà: il pubblico potrà assistere alla commedia e, nello stesso tempo, contribuire a sostenere un servizio che ogni giorno accompagna persone fragili verso ospedali, ambulatori e strutture sanitarie.
Sul palco la Compagnia Paolo Ferrari
A dare vita alla commedia saranno Luigi Drogo, Franca Ascari, Roberto Modesto, Roberto Landoni, Silvia Gallazzi, Graziella Bajardelli e Renzo Pastori. Gli interpreti vestiranno i panni di Valento, Romilda, Giacinto, Felicita, Concita, Albina e Vilma, le sorelle gemelle, oltre al postino Girolamo e don Egidio.
Una compagnia che porta avanti da anni la passione per il teatro filodrammatico e che, in questa occasione, mette il proprio spettacolo al servizio di una realtà del territorio.
Tutto il lavoro dietro le quinte
Accanto agli attori ci sarà una squadra impegnata nel lavoro tecnico e organizzativo. La parte tecnica è affidata a Pier Grassini e Dario Paganini, mentre Silvio Fonti cura l’assistenza di scena e alla regia. La scenografia è firmata da Luigi Drogo e Dario Paganini. Un lavoro di squadra che permette di portare sul palco la commedia e che, per una sera, mette insieme teatro e solidarietà.
Domenica la messa a Borsano
Il fine settimana dedicato ai Volontari del Sollievo proseguirà domenica 4 ottobre con la messa a Borsano, celebrata da don Marco Mauri. Sarà un ulteriore momento per ritrovarsi e richiamare l’attenzione su una realtà che da 25 anni opera sul territorio.
Venticinque anni dopo, serve una nuova generazione
Il presidente Salvatore Loschiavo guarda soprattutto al futuro. I numeri del 2025 raccontano una realtà ancora molto attiva: 4.082 interventi, 68.687 chilometri percorsi e 230 persone assistite. Ma raccontano anche una difficoltà evidente: soltanto otto volontari a garantire un servizio che arriva a effettuare 100-150 trasporti ogni mese. Dopo 25 anni, i Volontari del Sollievo hanno ancora bisogno della città. Non soltanto di contributi per sostenere le spese delle automobili, delle assicurazioni e della gestione del servizio, ma soprattutto di nuovi volontari. Perché dietro quei 68.687 chilometri ci sono 230 persone che hanno avuto qualcuno disposto ad accompagnarle. E perché, per continuare a percorrere quei chilometri, oggi servono nuove persone pronte a mettersi al volante.




