Valle Olona - 02 ottobre 2026, 13:58

Gorla Minore, Di Leva incalza su verde e asfaltature: «Non basta fare, bisogna fare ciò che serve»

Il consigliere di minoranza di “Per una Comunità Rinnovata” mette nel mirino manutenzione del verde e asfaltatura di via Manzoni e chiede di guardare ai risultati concreti: «Un’Amministrazione non dovrebbe poter dire soltanto “abbiamo fatto”, ma soprattutto “abbiamo risolto”»

Le immagini documentano le condizioni del verde e della viabilità richiamate nell’intervento

Le immagini documentano le condizioni del verde e della viabilità richiamate nell’intervento

Giuseppe Di Leva, consigliere di minoranza a Gorla Minore della lista “Per una Comunità Rinnovata”, interviene sulle scelte dell’Amministrazione della sindaca Fabiana Ermoni, ponendo l’accento sulla manutenzione del verde e sugli interventi stradali. Nel suo intervento parte da una distinzione netta: «C’è una differenza sostanziale tra amministrare e semplicemente fare». E, riferendosi alle recenti opere realizzate in paese, aggiunge: «Non basta fare. Bisogna fare ciò che serve». Nel mirino anche la situazione del verde pubblico e privato e l’asfaltatura di via Manzoni: «Un’amministrazione pubblica non dovrebbe avere come obiettivo quello di poter dire semplicemente “abbiamo fatto”. Dovrebbe poter dire, soprattutto, “abbiamo risolto”».

Di seguito l’intervento integrale del consigliere Giuseppe Di Leva.

«Quando fare diventa più importante che risolvere»

«C'è una differenza sostanziale tra amministrare e semplicemente fare.

Amministrare significa ascoltare i cittadini,individuare i problemi, stabilire delle priorità e utilizzare le risorse pubbliche per affrontare ciò che è più urgente e necessario. 

Fare, invece, può diventare anche soltanto aggiungere interventi e provvedimenti all'elenco delle cose realizzate.

È una distinzione che emerge osservando alcune recenti scelte dell'Amministrazione comunale.

Partiamo dal verde, che rappresentava uno dei punti qualificanti del programma elettorale dell'attuale Amministrazione.

Il 4 maggio 2026 è stata emanata l'ordinanza n. 22/2026, relativa allo sfalcio del verde e alla pulizia. Un provvedimento che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto contribuire a garantire maggiore cura e decoro del territorio a partire dai suoli privati, con anche l'intento di prevenire l'insorgere di infestazioni da roditori.

 A distanza di tempo, però, il risultato che si osserva sul territorio è difficilmente conciliabile con quelle aspettative.

Il problema riguarda sia il verde pubblico sia quello privato: in diversi punti del paese la situazione non restituisce l'immagine di una particolare attenzione alla manutenzione e al decoro che era stata annunciata in campagna elettorale.

Un'ordinanza, però, non produce risultati semplicemente perché viene emanata. Deve essere applicata, fatta rispettare e accompagnata da un'attività concreta di controllo. Se questo non avviene, oppure se le misure adottate non producono effetti visibili, alla fine rimane soltanto un atto amministrativo, senza un miglioramento concreto per i cittadini.

Ed è difficile non notare la distanza tra ciò che era stato promesso e ciò che oggi si vede.

Ancora più evidente è quanto accaduto con via Manzoni.

La strada presenta due tratti molto diversi. Quello che dal paese conduce alla rotonda sulla provinciale che era in condizioni complessivamente buone e quello che dalla stessa rotonda prosegue verso il centro ippico in condizioni decisamente peggiori.

 L'intervento di asfaltatura ha interessato il tratto che si trovava nelle condizioni migliori, mentre quello maggiormente deteriorato è rimasto tale.

Non è il fatto di asfaltare una strada a essere in discussione. È la fotografia delle priorità che emergono da quell'intervento.

E allora torna il tema centrale: non basta fare. Bisogna fare ciò che serve.

Perché ogni intervento pubblico ha un costo e ogni scelta comporta inevitabilmente una priorità rispetto a un'altra. Se le risorse disponibili non sono sufficienti per intervenire ovunque, ancora più importante diventa indirizzarle verso le situazioni che presentano le maggiori criticità.

Non sappiamo se le difficoltà nella manutenzione del verde siano legate a maggiori costi, a una diversa distribuzione delle risorse o ad altre scelte di bilancio. Saranno i documenti e i numeri, eventualmente, a dirlo.

Quello che invece è sotto gli occhi di tutti sono i risultati, come il verde, che era stato indicato come una priorità del programma elettorale e ad oggi non appare all'altezza di quell'impegno.

Non serve attribuire intenzioni.Basta osservare i fatti.

Perché un'Amministrazione dovrebbe essere giudicata non soltanto dal numero degli interventi che può inserire nell'elenco delle cose fatte, ma dalla capacità di intervenire sui problemi reali, partendo da quelli che richiedono maggiore attenzione.

Un'amministrazione pubblica non dovrebbe avere come obiettivo quello di poter dire semplicemente "abbiamo fatto".

Dovrebbe poter dire, soprattutto, "abbiamo risolto".

È una differenza piccola nelle parole, ma enorme nel modo di intendere il governo di una comunità».

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