Uno sguardo anticonformista, viscerale e appassionato, capace di raccontare il calcio non attraverso la cronaca fredda di una partita, ma scavando dentro l'anima di chi popola gli spalti. Nelle sale al primo piano dell’ex carcere asburgico di via Monsignore Borroni a Busto, la Pro Patria entra da protagonista nel mondo dell’arte grazie alla mostra fotografica «Aurora I love you - diario fotografico di una fede che non retrocede... MAI», curata dal documentarista e fotografo Filippo D'Angelo in collaborazione con l’associazione Tigrotto per Busto e Banfi Centro Stampa.
L’iniziativa, presentata nella sala consiliare alla presenza del vicesindaco e assessore allo Sport Luca Folegani, della presidente biancoblù Rosanna Zema, del consigliere comunale Orazio Tallarida e degli organizzatori, raccoglie oltre trecento scatti rigorosamente in bianco e nero realizzati nell'arco di sei stagioni. Al centro dell'obiettivo c'è l'approccio dichiaratamente «punk» e spontaneo di D'Angelo: originario di Busto ma residente a Fagnano Olona, l'autore si è avvicinato all'ambiente tigrotto dopo aver girato un documentario sui quattro calciatori fagnanesi arrivati in Serie A (Pippo Taglioretti, l'ex capitano e tecnico Riccardo Colombo, Matteo Gabbia e Abel Gigli). Da lì è nata un'attrazione travolgente per lo stadio Carlo Speroni: «Non sono un fotografo professionista, scatto per pura passione e questo mi regala una totale libertà artistica. La mostra non appartiene a me, ma a tutta la gente della Pro Patria: è un diario di emozioni collettive, dove non c'è spazio per le contestazioni ma solo per l'amore sincero verso questi colori».
Un concetto incarnato perfettamente dall'immagine scelta per la locandina ufficiale, che ritrae due tifosi che si scambiano un bacio sulle gradinate, celebrato con entusiasmo dalla presidentessa Rosanna Zema: «È la sintesi ideale dell'amore alla Pro Patria e per la Pro Patria. Questa mostra rappresenta una magnifica opportunità di dialogo tra cultura e sport, valorizzando la memoria del nostro club e trasformando le ferite del passato recente in slancio per costruire il futuro». A sottolineare il valore civico dell'esposizione è stato anche il vicesindaco Luca Folegani, che ha rimarcato come l'evento consenta di portare l'identità tigrotta all'interno di un contenitore culturale rigenerato e vissuto dai giovani, messaggio condiviso a distanza dall'assessore alla Cultura Manuela Maffioli per ribadire la capacità della cultura di farsi veicolo di coesione sociale.
A curare l'allestimento e la narrazione visiva è stato Emanuele Gambertoglio per Banfi Centro Stampa, affiancato dal supporto tecnico di Busto Foto Service: «Non si parla soltanto di calcio giocato: è un vero viaggio introspettivo tra gioie, dolori, mancanze di persone care e senso di appartenenza a una comunità. C'è una montagna di fotografie straordinarie, compresa una sezione speciale interamente dedicata alla cavalcata della formazione Primavera che la scorsa stagione ha conquistato lo scudetto di categoria».
L'apertura ufficiale con il vernissage inaugurale è fissata per sabato 3 ottobre alle 17.30, con la partecipazione delle ragazze del Meem, la nuova realtà che gestisce il punto ristoro della struttura, e un omaggio a tema distribuito ai presenti fino a esaurimento scorte. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta al pubblico fino al 10 ottobre osservando i seguenti orari: sabato 3 ottobre dalle 17.30 alle 19, domenica 4 ottobre dalle 14.30 alle 18.30, da lunedì 5 a venerdì 9 ottobre dalle 13 alle 19 e sabato 10 ottobre dalle 13 alle 18.






