Giusepèn è ilare, mentre mi riceve e, attacca subito "ghe caicossa da nou càa diti" e subito la memoria va a "l'aquilone" di Giovanni Pascoli (c'è qualcosa di nuovo, oggi nel sole, anzi d'antico) e mi accorgo che "antico" non è solo Giusepèn, ma lo sono anch'io, coi miei 80 anni sul groppone.
Giusepèn mi svela subito un monito in uso nella sua fanciullezza e, me lo spiattella "nudo e crudo" come lo è il nostro bellissimo Dialetto Bustocco da strada. Eccolo: "se'n corpu l'àa essi sàn, l'àa pisò men can" - non male come accostamento alla Poesia "l'aquilone" (a proposito, in Dialetto Bustocco da strada, l'aquilone diventa "a culundròga" che somiglia alla "coda del drago").
Torniamo al monito: "per avere il corpo sano, si deve pisciare (mingere, orinare) come il cane" - ed è quasi facile, l'accostamento al... miglior amico dell'uomo - lui, il cane, a ogni piè sospinto, minge ovunque si trovi. Non tanto e non troppo, ma quanto basta per "marcare il terreno", come a dire: qui ci passo io e nessuno deve "impadronirsi" di questa mia proprietà. "inscì, lu pensa ul can" (così la pensa il cane) - e l'uomo? l'essere umano per eccellenza, come la pensa? - a onor del vero (lo so, sto affrontando un argomento intimo, magari non tutti apprezzano taluni discorsi, ma stiamo in un certo modo, illustrando un detto Bustocco che fa parte della vita di tutti i giorni.
D'accordo, la Persona non deve "marcare il terreno", ma il bisogno fisiologico, lo si manifesta, il più delle volte, fra le pareti di casa e, solo in casi specifici, magari allo Stadio o quando si va al Cinema, si orina altrove. I "maschietti", poi, con il discorso della prostata (spero che il disgusto del Lettore, tolleri la precisazione), devono essere pronti a ogni evenienza, per poter "soddisfare il bisogno". E chi fa fatica o senza alcun rimedio … .non fa come il cane, deve ricorrere a un urologo che "calcola" bene lo sviluppo della prostata e prescrive la necessaria pillola o il pannolone, dopo un accurato controllo. Adesso Giusepèn, sogghigna, come a sfidarmi nel dire la verità.
Senza precauzioni, gli rispondo subito: "anca mèn m'àn visitò" (anch'io ho subito la visita) e... scusate l'ardire, sono diventato paonazzo per la vergogna e ammutolito per quanto stavo subendo, nonostante la delicatezza del mio amico Dr. Gian Mario Malvestiti che "di mestiere" deve DEVE … a cui ho solo detto... "perché non ci sono donne-urologhe, invece di urologi?" - Gian Mario ha riso (forse in segno di compatimento?) e Giusepèn, nell'apprendere ciò, ha solo riso divertito, senza svelarmi se anch'egli abbia subito quel... supplizio. Mi ha tuttavia spiegato che "il dito col guanto" serve a capire, quanto s'è ingrossata la prostata, negli anni e per garantire a noi maschietti di potere mingere in assoluta certezza che non c'è in giro un tumore. Eccolo allora spiegato che a "orinare come un cane" significa sentire il corpo ben sano, senza il bisogno di... ulteriori visite-supplizio.
"te a meti 'na oelta" (vuoi mettere, una volta), si sbottona Giusepèn, "candu i fean a visita cunt'i didi grossi" (quando attuavano la visita, con le dita grassocce o ossute) e non va avanti Giusepèn con la spiegazione delle sua visita (che, a quanto pare, si ricorda tuttora) - poi, un finale "roboante" e quasi "a sensazione", di quando si era giovani (lui, ma anch'io)... dentro i giochi, c'era pure quello di chi "al pissea pissè al voltu" (chi faceva pipì più in alto- basta non mettersi controvento), dirimpetto a un muro qualsiasi, per il ludibrio di chi si trovava a passare nel merito. "Taiemala su, se da non... a ma menàn via" - lo dice a me, Giusepèn, stavolta sorridendo a denti stretti: "finiamola qui, altrimenti... ci arrestano".
Oggi, con l'Educazione, coi "muri" troppo vicini, l'un l'altro, con il ragionamento a cervello acceso, la maggioranza di noi, utilizza i servizi...ma quei ricordi, non sono svaniti e... l'età avanza!




