Il conto alla rovescia è ormai iniziato. Manca appena una settimana al termine per aderire alla definizione agevolata delle entrate comunali, la cosiddetta Rottamazione-quinquies, approvata dal Consiglio comunale di Busto Arsizio lo scorso 26 maggio. Entro il 30 settembre 2026, i contribuenti bustocchi hanno la possibilità di chiudere i conti in sospeso con l'amministrazione, azzerando sanzioni, interessi di mora e oneri di riscossione.
A richiamare l'attenzione sulla scadenza imminente è intervenuto il consigliere comunale Emanuele Fiore, che a suo tempo aveva presentato il provvedimento in aula su delega del sindaco. Dopo una prima ondata di domande registrata all'avvio della misura a fine luglio, l'effetto della pausa estiva di agosto rischia ora di far dimenticare l'opportunità a chi ne avrebbe diritto. Da qui l'invito, diffuso anche attraverso i propri canali social, a sfruttare gli ultimi giorni utili: «Chi ha lo Spid può completare la richiesta in un attimo, senza necessità di recarsi fisicamente allo sportello ed evitare così di ingolfare gli uffici negli ultimi giorni utili prima della chiusura dei termini». L'andamento delle adesioni registra finora numeri complessivamente migliori rispetto alle precedenti edizioni della misura, pur con il consueto rallentamento stagionale che rischia di lasciare fuori i ritardatari.
Quali debiti rientrano nel provvedimento
La misura riguarda i carichi affidati entro il 31 dicembre 2023 alla società I.C.A. Imposte Comunali e Affini Spa, concessionario della riscossione per il Comune di Busto Arsizio. L'agevolazione copre un ventaglio ampio di pendenze: le entrate tributarie come Imu, Tari e Tasi; le entrate di natura patrimoniale, fra cui figurano fitti, rette, recupero di spese legali e sanzioni emesse dall'Ufficio Controllo del Territorio; nonché le sanzioni amministrative, comprese le violazioni al Codice della Strada e le contestazioni per inosservanza dei regolamenti comunali o dei controlli commerciali.
L'opportunità è estesa anche a chi era decaduto dalla precedente rottamazione del 2023 alla data del 30 settembre 2025, ai contenziosi ancora pendenti al 31 dicembre 2025 in ogni stato e grado, e alle partite relative a entrate comunali tuttora in carico all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, secondo le norme statali vigenti.
Aderendo alla misura, il cittadino è tenuto a corrispondere unicamente la quota capitale, unitamente alle sole spese vive di notifica e a quelle connesse a eventuali procedure cautelari ed esecutive. Vengono cancellati per intero le sanzioni e gli interessi. Per quanto riguarda invece le violazioni al Codice della Strada e le altre infrazioni amministrative non fiscali, l'agevolazione elimina gli interessi, le maggiorazioni di legge e gli oneri di riscossione.
La procedura: pochi minuti via web
L'istanza deve pervenire tassativamente entro il 30 settembre 2026. L'iter più rapido è quello telematico, attivo sul portale dedicato del concessionario (portaleriscossioni.icatributi.it/definizioneagevolata). Una volta effettuato l'accesso con le credenziali Spid, il sistema mostra in automatico le posizioni debitorie rottamabili intestate al contribuente. A quel punto è sufficiente selezionare gli atti da definire, indicare l'eventuale presenza di contenziosi e scegliere la modalità di pagamento desiderata, ottenendo un riscontro immediato sulla congruità del piano.
Chi preferisce la modalità tradizionale può invece rivolgersi alla sede di I.C.A. in via Lualdi 16 a Busto Arsizio, o contattare gli uffici telefonicamente allo 0331 679377 oppure tramite posta elettronica certificata all'indirizzo servizi@pec.icatributi.com.
Rate e scadenze dei pagamenti
Entro il 31 ottobre il concessionario notificherà formalmente l'accoglimento dell'istanza e il prospetto delle somme definitive. I contribuenti possono optare per il versamento in un'unica soluzione entro il 30 novembre, oppure per una rateizzazione che può arrivare fino a un tetto massimo di 54 rate bimestrali. Ciascuna rata non potrà avere un importo inferiore a 100 euro; la prima scadrà il 30 novembre e incorporerà le spese di notifica e di procedura, mentre sulle quote successive, con scadenza all'ultimo giorno di ogni bimestre, si applicherà un tasso di interesse dell'1,60% annuo con decorrenza dal primo dicembre.
La semplice presentazione della domanda congela immediatamente i termini di prescrizione e decadenza, bloccando l'avvio o la prosecuzione di pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche. Con il pagamento della prima rata, inoltre, decade l'efficacia dei fermi auto già iscritti, permettendo ai veicoli di tornare a circolare.
Attenzione, infine, alla puntualità: il mancato o insufficiente versamento dell'unica rata, o di due rate anche non consecutive, oppure dell'ultima rata oltre una tolleranza massima di 5 giorni, comporta l'immediata decadenza dai benefici, con la ripresa delle azioni coattive e il trattenimento delle somme già versate a titolo di acconto.




