Sarà un appuntamento con la storia, ma anche con la memoria personale e con un’esperienza vissuta in prima persona. Mercoledì 23 settembre, alle 15.30, la Sala conferenze del Museo del Tessile ospiterà la prima conferenza della Sessione autunnale dell’Università Cittadina.
A guidare il pubblico sarà Giovanna Bonvicini, figura molto conosciuta a Busto Arsizio per la sua lunga attività nella Croce Rossa. Il titolo della relazione è “Croce Rossa: una grande impresa umanitaria. Storia del Comitato di Busto Arsizio”.
Un titolo che racchiude un percorso lungo oltre un secolo, ma anche una parte importante della vita della relatrice, entrata nella Croce Rossa nel 1969 e diplomatasi Infermiera Volontaria nel 1971.
«Quello della Croce Rossa è prima di tutto un grande messaggio di umanità – spiega Bonvicini –. È una storia nata sul campo di battaglia, quando Henry Dunant si trovò davanti alla sofferenza di uomini feriti che non potevano più essere considerati nemici, ma soltanto persone che avevano bisogno di aiuto».
“Tutti fratelli”, il principio da cui tutto ebbe inizio
Il racconto partirà da Solferino e da quella giornata del 24 giugno 1859 che cambiò per sempre la storia dell’assistenza ai feriti di guerra. Henry Dunant, colpito dalle drammatiche condizioni dei soldati rimasti sul campo dopo la battaglia, organizzò con gli abitanti di Castiglione delle Stiviere squadre di soccorso capaci di assistere indistintamente gli uomini dei due eserciti.
«Dunant comprese una cosa fondamentale: il soldato, una volta fuori dal combattimento, non è più un nemico, ma un uomo che soffre e che deve essere soccorso. “Tutti fratelli” diventa così un principio straordinariamente moderno, alla base dell’idea di umanità e neutralità della Croce Rossa».
Da quella intuizione nacque il percorso che avrebbe portato alla prima Convenzione di Ginevra, firmata il 22 agosto 1864, e alla progressiva diffusione della Croce Rossa nel mondo.
La Croce Rossa arriva a Busto nel 1902
La conferenza dedicherà ampio spazio alla storia locale. A Busto Arsizio la Croce Rossa nasce nel 1902 grazie al medico Giuseppe Canzani e al figlio Pietro, primo presidente del Sottocomitato cittadino.
La prima sede fu Villa Teresa, in via Palestro, nella Casa dei Canzani. Poi arrivarono la Prima guerra mondiale, i corsi per Infermiere Volontarie e l’utilizzo dell’allora vecchio ospedale di Palazzo Gilardoni per accogliere i feriti provenienti dal fronte.
«La storia della Croce Rossa bustese è strettamente legata alla storia della città – sottolinea Bonvicini –. Pensiamo ai treni ospedale che arrivavano a Busto durante la Prima guerra mondiale con i feriti provenienti dal fronte. La Croce Rossa era lì, ad assisterli».
Tra le figure che emergeranno nel corso dell’incontro ci sarà anche quella di Amelia Colombo, insegnante e crocerossina, inviata durante la Seconda guerra mondiale negli ospedali di guerra e sulla nave ospedale “Duilio”. Una storia che Bonvicini ha approfondito anche attraverso la pubblicazione, nel 2002, del volume “Amelia Colombo – una crocerossina in guerra, diari dal 1940 al 1943”.
Dalla guerra alle missioni umanitarie
Il racconto attraverserà quindi i decenni successivi, quando la Croce Rossa bustese ampliò progressivamente il proprio impegno: dai terremoti alle alluvioni, dall’assistenza sanitaria alla formazione, fino alle missioni internazionali.
Bonvicini conosce direttamente questa dimensione della Croce Rossa. Nel corso della sua lunga attività ha partecipato a missioni in Albania, Somalia, Iraq e Togo, oltre agli interventi nelle emergenze italiane in Valtellina, Umbria e Abruzzo.
«Le missioni all’estero sono esperienze che rimangono dentro – racconta –. Si parte per portare aiuto, ma ogni volta si torna con qualcosa in più, perché si incontrano situazioni, persone e realtà che insegnano molto. In quei contesti professionalità, preparazione e resilienza sono fondamentali».
Proprio l’esperienza delle missioni è al centro del libro pubblicato da Bonvicini nel dicembre 2022, “Le mie missioni – Diari di una crocerossina nelle missioni umanitarie”.
Quattro ambulatori nei quartieri e l'impegno per la città
La storia della Croce Rossa non è però soltanto una storia di guerre e grandi emergenze. A Busto Arsizio ha rappresentato per decenni anche una presenza quotidiana accanto alla popolazione.
Negli anni Ottanta furono aperti quattro ambulatori infermieristici nei rioni Frati, San Michele, Borsano e Sant’Anna, dove le crocerossine offrivano gratuitamente prestazioni alla cittadinanza. Nel tempo sono stati organizzati corsi di primo soccorso per cittadini, associazioni e aziende, ai quali si sono aggiunte le attività di formazione per l’utilizzo del defibrillatore.
«La Croce Rossa è stata ed è vicina alle persone anche nelle piccole necessità quotidiane – ricorda Bonvicini –. Non ci sono soltanto le grandi emergenze: c’è il lavoro quotidiano, spesso silenzioso, dei volontari».
Dal Covid alle sfide di oggi
L’ultima parte della conferenza arriverà fino ai giorni nostri, passando anche attraverso l’emergenza Covid del 2020. Un’altra pagina nella quale la Croce Rossa ha avuto un ruolo importante, con servizi per il ricovero ospedaliero, l’assistenza a Malpensa Fiere durante la campagna vaccinale, la consegna della spesa e il pronto farmaco.
«Anche il Covid ci ha ricordato quanto sia importante avere una rete di volontari preparati e disponibili. In una situazione completamente nuova, la Croce Rossa ha continuato a essere presente, mettendosi al servizio della comunità».
Oggi il Comitato prosegue il proprio impegno con i servizi di emergenza e urgenza, il Banco alimentare per le famiglie in difficoltà, la formazione e i corsi di aggiornamento, insieme alle attività legate al Diritto Internazionale Umanitario e alla preparazione dei volontari.
Una vita dentro la Croce Rossa
La conferenza sarà anche l’occasione per ripercorrere la straordinaria esperienza personale di Bonvicini. Dopo quarant’anni di lavoro al Comune di Busto Arsizio, prima come insegnante della Scuola dell’Infanzia e poi all’Assessorato alla Cultura, ha dedicato una parte fondamentale della propria vita alla Croce Rossa.
È stata ispettrice delle Infermiere Volontarie, ha svolto attività infermieristica in ospedale e negli ambulatori CRI, dal 2010 è Referente degli Eventi del Comitato e dell’Ispettorato delle Infermiere Volontarie ed è oggi responsabile dell’Archivio storico del Comitato bustese.
È inoltre consigliere qualificato di Diritto Internazionale Umanitario e cultore della Storia della Croce Rossa. Nel 2022 ha conseguito l’Alta Specializzazione per la Protezione dei Beni Culturali e nel 2023 la qualifica per la Tutela dell’Emblema.
«Conservare la memoria significa capire perché alcune istituzioni sono nate e quali valori continuano a rappresentare – conclude Bonvicini –. Raccontare la storia della Croce Rossa di Busto significa quindi raccontare anche la storia di tante persone che, nel corso degli anni, hanno scelto di dedicare una parte della propria vita agli altri».
Iscrizioni ancora aperte
L’incontro inaugura la Sessione Autunnale dell’Università Cittadina, che ha già avviato le iscrizioni grazie all’ospitalità dell’AUSER. Sarà comunque possibile iscriversi anche in occasione delle conferenze del mercoledì.
L’appuntamento con Giovanna Bonvicini è dunque per mercoledì 23 settembre alle 15.30 nella Sala Conferenze del Museo del Tessile, per un viaggio nella storia della Croce Rossa, dalle origini ottocentesche alle missioni internazionali, dalle emergenze alla quotidianità del servizio, con uno sguardo particolare sulla lunga e significativa storia del Comitato di Busto Arsizio.




