Una situazione esasperante che si trascina ormai da circa tre anni nel territorio e che rischia di trasformarsi in tragedia. È il grido d’allarme lanciato da Andrea Schipani, residente a Magnago in via Carroccio, la cui abitazione si trova esattamente di fronte allo scalo ferroviario di Vanzaghello-Magnago. Dal 2023 la convivenza con i gruppi di giovani che frequentano la stazione è diventata un incubo fatto di schiamazzi notturni, atti vandalici e, soprattutto, continui lanci di oggetti pesanti verso la sua proprietà e verso la strada sottostante.
La palazzina di due piani in cui Schipani vive insieme alla propria famiglia e a un vicino di casa è un edificio storico presente da generazioni. Con la costruzione e l'innalzamento della moderna struttura ferroviaria, l’immobile si è trovato esposto direttamente alle aree sopraelevate della stazione. Secondo quanto denunciato, gruppi composti da ragazzi indicativamente tra i 16 e i 20 anni, con presenze che in certe serate arrivano a toccare la trentina di persone, si radunano sulle banchine e scavalcano il cancelletto di manutenzione, alto circa mezzo metro, per accedere al piano rialzato vetrato, teoricamente interdetto al pubblico.
Da quella posizione elevata, oltre al consumo di alcolici, alla musica ad alto volume e alle urla che si protraggono fino all'1 di notte, partono frequenti lanci di sassi e bottiglie di superalcolici. I resti di cocci e pietre – spesso prelevate direttamente dalla massicciata dei binari – finiscono non solo sul marciapiede e sui davanzali delle finestre, ma hanno già provocato danni concreti. In un episodio una bottiglia ha centrato e rotto il parabrezza dell'automobile parcheggiata nel cortile privato, dopo una traiettoria aerea stimata in circa quattordici metri oltre la recinzione di confine. Più di recente, un altro lancio ha danneggiato le tegole del tetto, dove sono stati ritrovati frammenti di vetro incastrati nelle grondaie e coppi rotti, costringendo i residenti a installare reti antigrandine nel tentativo di proteggere i veicoli.
A destare forte preoccupazione non è soltanto il danno patrimoniale alle abitazioni private, ma il concreto pericolo per l'incolumità pubblica. Lo scalo si affaccia infatti su un'arteria stradale trafficata e su un sottopasso pedonale percorso quotidianamente da pendolari, viaggiatori e residenti che portano a spasso gli animali domestici. Un sasso o una bottiglia scagliati con forza dall'alto potrebbero colpire chiunque si trovi a transitare.
Nonostante le ripetute segnalazioni, il problema appare bloccato in un vicolo cieco. Le richieste d'aiuto inviate alle rispettive polizie locali di Magnago e Vanzaghello, alla Polfer e ai Carabinieri non hanno finora prodotto interventi risolutivi. L'ultimo episodio si è verificato ieri verso mezzanotte, quando i residenti hanno dovuto sollecitare più volte le forze dell'ordine, giunte sul posto all'1 senza poter identificare i responsabili.
A complicare la difesa dei cittadini si aggiungono i vincoli legali sulla privacy. «Non chiedo la luna, ma un controllo reale del territorio», spiega Schipani, che ha già presentato denunce contro ignoti e si prepara a integrarle con i rilievi degli ultimi danni al tetto. «Quando questi gruppi si accorgono che nessuno interviene per fermare il caos, si sentono autorizzati ad alzare il tiro. La mia paura è che si aspetti che qualcuno si faccia male sul serio prima di prendere provvedimenti».

















