(Adnkronos) - Sveglia presto, agenda improvvisamente piena, decine di e-mail da recuperare, riunioni che tornano a occupare il calendario e una lista di attività che sembra essersi moltiplicata durante le ferie. Il ritorno al lavoro dopo la pausa estiva può rappresentare uno dei momenti più delicati dell’anno, soprattutto quando il passaggio dai ritmi delle vacanze alla routine professionale avviene da un giorno all’altro. Settembre, del resto, non segna soltanto il rientro dalle ferie: per molte aziende coincide con la ripartenza dei progetti, la definizione delle priorità dell’ultimo quadrimestre e una nuova accelerazione delle attività. Un mix che può generare la sensazione di dover recuperare tutto e subito, rischiando di vanificare rapidamente i benefici del periodo di riposo.
Per Sesame Hr, piattaforma tecnologica europea per la gestione digitale delle risorse umane, il rientro può invece diventare l'occasione per ripensare ritmi e modalità di lavoro, puntando su un'organizzazione più sostenibile anche nel lungo periodo, attraverso diverse strategie. Non pretendere di recuperare tutto il primo giorno. La casella di posta piena non significa che ogni e-mail abbia la stessa urgenza. Uno degli errori più comuni al rientro è affrontare contemporaneamente arretrati, nuovi progetti e attività ordinarie, trasformando le prime giornate di settembre in una maratona. Meglio prevedere un rientro progressivo, iniziando dalla revisione delle attività in sospeso e distinguendo ciò che è urgente da ciò che può attendere. Anche manager e aziende possono contribuire evitando di concentrare meeting, deadline e richieste nelle primissime giornate dopo le ferie. L'obiettivo non dovrebbe essere 'recuperare agosto' in 24 ore, ma ricostruire rapidamente una visione chiara delle priorità.
Proteggere l'agenda dall'effetto 'settembre è il nuovo gennaio'. Settembre porta spesso con sé una forte spinta alla ripartenza: nuovi obiettivi, nuovi progetti, nuove riunioni. Il rischio è però quello di riempire immediatamente ogni spazio disponibile, lasciando poco tempo al lavoro individuale e alla concentrazione. Una soluzione può essere ridurre gli incontri non indispensabili, prevedere slot senza meeting e stabilire poche priorità concrete per le prime settimane. Per i manager significa anche interrogarsi su quali attività generino realmente valore e quali siano invece il risultato di automatismi organizzativi. Ricominciare non deve necessariamente significare fare di più, ma tornare a lavorare meglio.
Settembre non dovrebbe però essere solo il momento per proteggere l'agenda: può diventare anche l'occasione per rimettere in discussione processi che si sono sempre fatti 'in un certo modo', ma che smettono di funzionare non appena l'azienda cresce. Un esempio tipico è la gestione delle informazioni tra strumenti diversi che non comunicano tra loro: dati sulle presenze in un foglio Excel, richieste di ferie via e-mail, valutazioni delle performance su un altro sistema ancora. Ognuno di questi passaggi manuali, preso singolarmente, sembra gestibile; ma moltiplicato per decine o centinaia di persone diventa una fonte costante di errori, doppio lavoro e informazioni che si perdono tra un tool e l'altro. Riorganizzare i flussi di lavoro a settembre, prima che riparta la piena operatività, permette di intercettare questi colli di bottiglia mentre sono ancora piccoli, invece di scoprirli quando ormai rallentano la crescita dell'azienda.
Conservare una quota di flessibilità: il passaggio netto dalla libertà delle ferie a giornate nuovamente scandite da orari rigidi può rendere il rientro più pesante. Quando l'organizzazione del lavoro lo consente, strumenti come smart working, flessibilità in entrata e uscita o una gestione più autonoma dell'orario possono accompagnare le persone verso il ritorno alla routine. La flessibilità, però, non dovrebbe essere considerata soltanto una misura 'da rientro'. La possibilità di conciliare meglio esigenze personali e professionali rappresenta uno degli elementi alla base di un maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro e può contribuire a limitare stress e sovraccarico nel corso dell'intero anno.
Non trasformare il rientro in una reperibilità permanente: durante le ferie si prova - almeno idealmente - a disconnettersi. Al rientro, invece, smartphone, e-mail e notifiche tornano rapidamente protagonisti, con il rischio di passare da una condizione di pausa a una di iperconnessione. Per questo settembre può essere il momento giusto per ristabilire alcune regole: rispettare gli orari di lavoro, limitare le comunicazioni fuori fascia e non trasformare l'immediatezza della tecnologia nell'aspettativa di una risposta immediata. Una cultura della disconnessione non significa ridurre l'impegno, ma preservare gli spazi necessari al recupero delle energie e favorire una maggiore concentrazione durante il tempo effettivamente dedicato al lavoro. Sesame HR sottolinea infatti come equilibrio vita-lavoro, pause e politiche di flessibilità rappresentano elementi importanti anche nella prevenzione dello stress e del burnout.
Chiedere alle persone come stanno, non soltanto 'a che punto siamo'. Il rientro è anche un buon momento per riallineare i vari team e il primo confronto dopo le ferie non deve necessariamente essere una lunga lista di attività da completare. Un breve momento di confronto individuale può aiutare manager e HR a comprendere carichi di lavoro, priorità e possibili criticità, prima che diventino problemi più difficili da gestire. L'ascolto continuo permette inoltre di intercettare segnali di stanchezza, demotivazione o sovraccarico e di intervenire sull'organizzazione del lavoro. Il ruolo dei manager diventa quindi centrale: non soltanto distribuire task, ma creare le condizioni affinché le persone possano svolgere in maniera sostenibile.
Il vero obiettivo, secondo Sesame Hr, dovrebbe essere evitare che il benessere recuperato durante le vacanze venga consumato nel giro di pochi giorni. Se il rientro è traumatico, infatti, il problema potrebbe non essere settembre in sé, ma il modo in cui il lavoro è organizzato durante il resto dell'anno. Perché un rientro sostenibile non dovrebbe essere l'eccezione delle prime settimane di settembre, ma il punto di partenza per costruire un modo di lavorare sostenibile tutto l'anno.




