Uno spazio di 250 metri quadri, con quattro camere appena ristrutturate destinate a professori e professoresse che si trasferiscono a Busto Arsizio per motivi professionali per un periodo di tempo determinato.
La nuova realtà si chiama Residence Santi Apostoli, si trova in via San Pietro 15, vicinissimo alla chiesa, ed è stata ricavata negli spazi di proprietà della parrocchia di Borsano.
Si tratta di un progetto avviato nei mesi scorsi e da poco ultimato da parte del Caep, il Consiglio per gli affari economici e pastorali della parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Risponde a una duplice finalità: ospitare i docenti che raggiungono Busto, magari dal Sud, per un periodo di tempo determinato e necessitano di una stanza e, allo stesso tempo, sostenere le spese di gestione della parrocchia attraverso un utilizzo responsabile del proprio patrimonio immobiliare, come peraltro suggerito dalla Curia di Milano.

«Il progetto nasce all’interno del Caep – spiega l’avvocato Giovanna Moschitta, esponente del Consiglio – per valorizzare in maniera responsabile gli immobili della parrocchia con l’obiettivo di renderli funzionali alle esigenze della comunità. Grazie anche all’intervento dei volontari, insieme al parroco don Marco Mauri che ne è il promotore, abbiamo deciso di lavorare su questo spazio bello e ampio di 250 metri quadrati, dando vita al Residence Santi Apostoli. Borsano potrà quindi offrire un’accoglienza dignitosa e attenta ai bisogni di chi è costretto a vivere temporaneamente fuori casa. Servirà anche per contribuire a rilanciare il quartiere con un nuovo servizio».
Il residence dispone di quattro camere indipendenti: due con bagno privato e altrettante con bagno condiviso. «C’è una cucina attrezzata molto ampia, l’area lavanderia con lavatrice e asciugatrice, un servizio di pulizie una volta a settimana per le parti comuni – sottolinea Moschitta –. Gli appartamenti sono situati vicino ai plessi scolastici di Borsano, ma a pochi passi c’è la fermata dei pullman che portano alle stazioni ferroviarie, quindi possono essere accessibili a chiunque. Abbiamo pensato di indirizzare il residence inizialmente ai docenti che hanno un incarico a tempo determinato nella zona di Busto o nei comuni limitrofi, attraverso contratti di locazione a uso transitorio. Pensiamo possa essere positivo disporre di uno spazio condiviso da professionisti che svolgono lo stesso lavoro, anche per una questione di orari, di conversazioni, di adattamento, per rendere anche più semplice la convivenza».
Insomma, la vecchia casa parrocchiale torna a splendere con una funzione tutta nuova: «È stato bello portare avanti il progetto – rimarca Moschitta – poiché c’è stata un’ampia collaborazione con tutti i membri del Caep e ovviamente con don Marco».
Sul sito www.ssapostoli.it/residence è possibile visionare alcune foto delle camere, trovare ulteriori informazioni e i contatti.




