Busto Arsizio - 26 agosto 2026, 12:08

Busto, la tassa di soggiorno torna in quota: «Due euro per investire sulla città»

La proposta rilanciata dall'ex assessore Paola Magugliani raccoglie consensi. Geminiani: «Una città con più risorse potrebbe essere più curata e promossa». Dal Ferro: «L'imposta di soggiorno è anche un deterrente contro l'abusivismo». L'ipotesi è di circa due euro a notte, ma non si partirebbe prima del 2027

Busto, la tassa di soggiorno torna in quota: «Due euro per investire sulla città»

La tassa di soggiorno a Busto Arsizio è un'idea che torna a prendere quota. Rilanciata sui social dall'ex assessore Paola Magugliani, la proposta trova consensi in maggioranza e anche tra gli operatori del settore. L'ipotesi è quella di introdurre un'imposta contenuta, nell'ordine dei 2 euro a notte, destinata a finanziare interventi e iniziative per la città. Se il progetto dovesse concretizzarsi, l'entrata in vigore non sarebbe comunque prima del 2027.
«Tornando dalle vacanze, mi sono chiesta, perché a Busto non facciamo pagare la tassa di soggiorno?», ha scritto Magugliani, sottolineando come le strutture ricettive siano ormai numerose. E aggiunge: «Non siamo né saremo mai una città turistica, ma ci viviamo, e la necessità di ordine e restyling c'è». L’ex assessore ricorda inoltre che, per legge, le risorse derivanti dalla tassa di soggiorno devono essere destinate a interventi di decoro urbano, come «parchi, arredo, non cose effimere». 

A favore dell'introduzione si schiera il consigliere delegato al commercio di vicinato, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale, Paolo Geminiani, che ricorda come il tema sia già emerso nei tavoli del Distretto urbano del commercio. «Una città con più risorse potrebbe essere più curata e promossa», osserva, evidenziando anche il vantaggio per i residenti.
La crescita della ricettività rende il tema particolarmente attuale. Nel 2023 Busto aveva visto un forte incremento delle strutture, anche grazie all'apertura del Tower Hotel e alla crescita di case vacanze e locazioni turistiche. Nei prossimi mesi, inoltre, è atteso il ritorno dello storico Hotel Astoria. La città, pur non essendo una destinazione turistica tradizionale, intercetta un turismo di passaggio legato al lavoro, agli eventi e alle manifestazioni.
Geminiani prosegue: «A Gallarate già c'è, da noi esiste un turismo di passaggio, di una o due notti, per motivi di lavoro o legato a manifestazioni ed eventi, sia sul nostro territorio sia in altri comuni come Milano. Ritengo che una tassa di soggiorno ponderata sia positiva: il turista oggi utilizza i servizi pubblici senza contribuire attraverso le imposte comunali dei residenti. Una città con più risorse potrebbe essere più curata e promossa, portando più presenze e quindi benefici anche ad alberghi, B&B e ristoranti. La tassa può essere condivisa dagli operatori, coinvolgendo le categorie nelle decisioni su dove destinare i maggiori introiti. E il costo per il turista è limitato: pochi euro a notte difficilmente determinano la scelta della destinazione». 

Dello stesso avviso anche l'assessore allo Sviluppo economico Matteo Sabba e la deputata leghista e assessore alla Cultura Manuela Maffioli, che ricorda come l'ipotesi fosse stata già discussa con il sindaco Antonelli nel 2023, quando deteneva le deleghe al commercio e al marketing territoriale. 

Interessante anche il punto di vista degli operatori. Alfredo Dal Ferro, presidente dell'Associazione BBVarese, segnala che a febbraio 2026 a Busto risultavano oltre cinque alberghi e 185 strutture ricettive extralberghiere. «L'imposta di soggiorno è anche un deterrente contro l'abusivismo», sottolinea, citando l'esempio di Varese, dove il gettito sfiora il milione di euro e finanzia anche eventi di rilievo internazionale.

Redazione

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