Storie - 22 agosto 2026, 08:34

INTERVISTA E VIDEO. Angelo Pirri vigile sempre con il sorriso, che ama far divertire Busto: «Incontro gente multata che mi offre il caffè»

Per 36 anni alla Polizia locale, ora in pensione si racconta. Dalle segnalazioni manuali sulla pedana di piazza Garibaldi o ai Cinque Ponti («anche con la nebbia») ai «Lei non sa chi sono io» fino ai cambiamenti di costumi e traffico. Tutto affrontato con rispetto e buonumore: che diffonde ancora tra i suoi concittadini

La prima vita da vigile urbano (anzi prima da vigile, poi da agente della Polizia locale di Busto Arsizio, precisa). La seconda sempre aiutando gli altri in silenzio e raccontando invece a gran voce barzellette per portare momenti di felicità.

Il denominatore comune è il sorriso per Angelo Pirri: così ha affrontato la vita, professionale e non. Lui, che ha iniziato a svolgere la sua professione quando si eseguivano ancora le segnalazioni manuali (e sì, è salito anche sulla pedana di piazza Garibaldi a dirigere il traffico, allora meno movimentato ma non per questo azione poco impegnativo), ha intrattenuto poi spesso il pubblico nelle cene dell'associazione In tra da Nögn. Ma è sempre disponibile a narrare le sue storie.

Una vita da agente

Incontriamo Angelo, già ufficiale di polizia locale, in piazza Santa Maria e neanche a farlo apposta, passa in quel momento una pattuglia. È il destino, ridiamo, mentre ci racconta di come lui sia nato (il 10 febbraio 1949) e cresciuto in via Busona a Sant'Edoardo, quartiere che gli è rimasto nel cuore nonostante ora abiti in zona ospedale. 

«Ho vissuto quando c'erano don Valerio e don Ambrogio - ricorda - Ho molti ricordi della zona, poi verso i 13 anni siamo andati a Borsano dove i miei avevano aperto un'attività». Angelo negli anni Sessanta lavorava da Pianezza, ma poi partecipa al concorso nel giugno 1974: diventa vigile dunque a 25 anni e svolgerà questo lavoro per 36 anni. «Il mio primo comandante Gavagni, poi Ferro e D'Agnese... ho chiuso quando c'era il dottor Casale, ho sempre trovato persone disponibili - assicura Pirri - Io ci credo, a volte c'è lo scontro ma bisogna mediare come tutte le cose».

Ha visto Busto davvero crescere e cambiare: da quando la gente scaricava le merci con il cavallo alle auto che crescevano via via. «Era difficile far capire certe norme - sorride - io ho fatto il servizio in pedana per diversi anni... e lì devi essere capace di dirigere il traffico, se no... Poi ero ai Cinque Ponti, dove c'era il pino, e quando c'era la nebbia, facevamo lo stesso le segnalazioni manuali». 

Il comportamento degli automobilisti ha mandato i primi segnali di cambiamento verso gli anni Ottanta. Né sono mancati i «Lei non sa chi sono io». Come ricorda divertito Pirri: una volta gli accade con il dirigente di una multinazionale che passa col rosso in piazza Cristoforo Colombo. Con garbo, il vigile gli risponde: «Io sono il numero 88». Al che l'automobilista minaccia di farlo trasferire in Sardegna. «Lo faccia subito che dai 23 gradi in su io sto benissimo» è la replica. Scambio di battute che verrà confermato davanti al comandante di allora.

Ci sono anche le circostanze tragiche, ciò a cui non ci si abitua mai: dover informare del grave ferimento, se non del decesso, di una persona cara o certificare la chiusura delle bare all'obitorio. Angelo scuote la testa, poiché non si possono dimenticare quei momenti.

Ma vuole raccontare cose belle, perché lui - assicura - questo mestiere lo rifarebbe. Torniamo sui comportamenti al volante, all'inizio viene contestata più la velocità, operazione non facile considerando l'assenza di dotazioni tecnologiche dei primi passi. Ma anche i semafori o le soste. «Era difficile controllare il disco orario perché gli utenti prendevano in giro noi - osserva - una volta un signore ha sfilato la parte superiore di un parcometro, dicendo "Così guardo quando scade"». È la varietà umana che chi svolge una simile professione, incontra.

A proposito di incontri, gli capita ancora di incrociare persone da lui multate? Sì - risponde - e qualcuno gli offre il caffè. Qualcun altro diciamo che è meno amichevole, ma Angelo non rimpiange niente: «L'educazione paga sempre, l'ho imparato anche davanti al giudice di pace in un'occasione. Perché in quanti ricorsi abbiamo rappresentato il Comune...».

Ma anche Angelo Pirri è stato multato? Un cenno di assenso, e anche ha fatto ricorso una volta. Attenzione, contro i carabinieri: «Ho vinto, mi avevano contestato il passaggio con il rosso in una via dove non esisteva il semaforo e all'orario sbagliato».

Ancora al servizio della comunità

Il bello di questo lavoro era il contatto con la gente e Pirri non l'ha perduto: «Quando sono andato in pensione, mi sono dedicato ad aiutare le persone - racconta - ad esempio, al doposcuola dell'oratorio San Luigi o alla mensa delle Acli. Mi piace essere utile alla comunità».

Lo è, pure con il suo buonumore. Le barzellette alle tavolate, a grande richiesta, ma anche in occasioni private. «Mi capita di dirle al bar con degli amici - afferma - e poi di essere fermato dal tavolo accanto che chiede, attirato dalle risate "Aspetta ad andare via, dille anche a noi».

Cavalli di battaglia non ne ha, ogni storia possiede la sua carica, la sua bellezza. Soprattutto il potere di migliorare la giornata e questo ad Angelo Pirri piace moltissimo.

GUARDA IL VIDEO (E ASCOLTA LA BARZELLETTA)

Marilena Lualdi

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