Calcio - 22 agosto 2026, 20:14

L'INTERVISTA. Francesco Lamazza: «Con la Nocerina rivivo la passione di Busto 17 anni fa. E spero che la Pro Patria possa tornare presto in C»

L'ex direttore sportivo tigrotto in Campania guida un progetto carico di aspettative. Ma non dimentica la sua Busto: «Per me è stata l'università. Sabatini importante per competenza e per cuore»

Francesco Lamazza, foto per cortesia della Nocerina

«Qui c'è un entusiasmo che fai fatica a girare per strada. Mi ricorda la passione a Busto nel campionato 2008-2009». Francesco Lamazza sta affrontando con le consuete serietà e determinazione il nuovo incarico di direttore sportivo alla Nocerina. Si trova a casa qui e di conseguenza non può non pensare all'altra casa: quella Pro Patria «che per me è stata l'università».

Francesco da tempo vive a Cava, ora è appunto arruolato nella Nocerina, piazza campana dalle aspettative decisamente alte. Un passato in serie B, dai sogni all'incubo, fino all'arrivo del nuovo presidente Alfonso Vicidomini per una nuova partenza, in serie D. 

«Ci sono tutti i presupposti per fare bene - spiega -  La trattativa è stata anomala, per così dire, perché il presidente Vicidomini quando ha deciso di prendermi è venuto a casa mia tre giorni... insomma è andato a casa del direttore sportivo, fortemente voluto. Per me è stata la prima volta». Dalla ferma volontà alla fiducia: «Mi ha lasciato carta bianca su tutto. Per la prima volta mi vedo al centro di un progetto in un ambiente non facile. Mi ha dato responsabilità... Quando i presidenti fanno così, si sta ancora più attenti, si ha sempre paura di sprecare soldi. Ho fatto scelte molto ponderate, creando un gruppo risicato nel giusto, ovvero 24-25 elementi più qualche under».

Con gli occhi puntati dei tifosi: «È una piazza esigente perché sono fuori dal grande calcio da 15 anni dopo aver fatto la B. Un'esperienza affascinante, con tanta responsabilità, siamo all'anno zero e l'obiettivo è creare una società solida. Il nuovo presidente non fa slogan, ha ripianato i debiti e scelto persone con competenze. Gli allenamenti si svolgono a porte aperte, con un profilo molto sobrio».

Lo sguardo si sposta allora alla Pro, impegnata a sua volta in un'altra ripartenza: «Un altro pezzo di cuore e di casa. Devo tutto alla Pro Patria, che mi ha dato la possibilità di esprimermi e di fare le mie esperienze. Ricordo che a Busto non ho mai avuto un presidente. Mi è servito per le altre piazze».

Seguirà il campionato dei tigrotti? «Certo, guardo sempre i risultati - osserva Francesco Lamazza - Auguro alla Pro il meglio e spero che ritorni presto in serie C. E che sia seguita... Sono stata a vederla negli ultimi anni e che delusione il poco pubblico, ero incredulo. Avevo lasciato una Busto per cui la Pro Patria era un segno di appartenenza. Gli autogrill pieni di bandiere biancoblù, un ricordo indelebile». Di qui il doppio auspicio: «Ben vengano i cambiamenti se possono riportare la passione che sentivo nei miei anni».

C'è un elemento su cui attira l'attenzione il ds: «Sabatini (LEGGI QUI). Una figura importante, per competenza, ma anche per cuore. Ha fatto miracoli in ogni avventura affrontata, la sua esperienza dev'essere la Bibbia».   
 

Marilena Lualdi


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