Dove c'è una sfida, dove c'è una situazione da risollevare, si può contare su di lui. Lo sa il Brindisi che ha comunicato di aver affidato il ruolo di direttore sportivo a Francesco Lamazza. E cita la sua carriera ai tifosi: «Ha ricoperto il ruolo di diesse per Pro Patria, Lecco, Pro Sesto, Messina, Sambenedettese, Cavese e Vibonese oltre ad essere stato osservatore della Juventus per sette anni. Il club adriatico augura buon lavoro al nuovo arrivato in casa biancazzurra».
Lo sentiamo, Francesco Lamazza, che da una decina di giorni è lì per studiare e mettere in azione le misure per risalire. Oggi c'è stata appunto l'ufficialità.
Il Brindisi è ultimo in classifica - 14 punti, a pari merito con Monterosi, girone C - ed è reduce da tre pesanti sconfitte. In questi giorni si è dovuto operare anche un rinnovamento di giocatori, che devono integrarsi tempestivamente.
Un quadro che motiva Lamazza a dare tutto, più che mai. Pane per i suoi denti. È una piazza importante - rileva il nuovo ds - molto calda con 5, 6mila spettatori quando gira bene.
«Una sfida a cui non si può dire di no - osserva Lamazza - Una piazza così blasonata, in cui cercherò di mettere il cuore per portare la nave in porto. La prima cosa da riprendere è la dignità calcistica. Nelle ultime due partite avevamo l'organico all'osso, stanno arrivando nuovi giocatori e bisogna rifare la squadra in corsa. Dobbiamo scalare il più possibile la classifica».
Sabato già attende una partita tosta, quella contro l'Audace Cerignola: «Ma adesso tutte le partite sono finali».
Lamazza è carico: «Questa impresa mi stava riuscendo a Cava, senonché abbiamo avuto 27 Covid in squadra... Ora sono andati via nove giocatori, stiamo prendendone degli altri disposti a combattere fino all'ultimo... Non mi interessa il curriculum ma la voglia di sacrificarsi».
Nessuna paura: «Sono un Ariete, dove c'è un problema ci sono sempre e cerco appunto di metterci il cuore. E poi sì, sono un tigrotto dentro. Le sfide non mi spaventano mai».