Un cammino scandito dalla generosità: Eugenio Crespi ha sempre dato, con entusiasmo e con discrezione. Oggi l'addio commosso all'ex presidente del Pro Patria Club, scomparso a 87 anni, che ha mantenuto lo stesso stile, la medesima coerenza nel lavoro, nella famiglia, nella comunità (LEGGI QUI).
Nella chiesa dei Santi Apostoli a Busto Arsizio amici, ex colleghi, vicini si sono stretti ai suoi cari.
Una vita offerta agli altri, come il seme che dà frutto, ha detto il parroco don Stefano Rho, sottolineando che Eugenio ci lascia «il racconto di una vita generosa». E il sacerdote ha utilizzato un'altra parola importante, la cura, quella che ha messo in ogni ambito appunto, famiglia, lavoro, passione sportiva.
Prima della conclusione delle celebrazioni, a cui era presente anche la presidente della Pro Patria Rosanna Zema, sono stati letti i messaggi dell'attuale presidente del Ppc Giovanni Pellegatta e del suo predecessore Roberto Centenaro. A trasmetterli, il responsabile delle relazioni esterne del club Mauro De Bernardi. Prima dando spazio appunto alle parole di Pellegatta, entrato nel consiglio ai tempi di Crespi: «Ha sempre cercato di coinvolgere nuovi tifosi e soprattutto i giovani. Ha sempre creduto nel futuro del club». Si è ricordata inoltre la mobilitazione per la Valtellina alluvionata, mobilitazione da lui lanciata.
Ma anche l'ultima, spontanea donazione al club che cambiava sede - come scritto da Centenaro - «senza che nessuno ti avesse chiesto nulla, con discrezione, testimonia la tua generosità». Quel desiderio di aiutare, che faceva parte della sua natura.
Con una certezza: adesso Eugenio, non solo può tifare da lassù, ma fare quelle partite a carte che gli piacevano tanto, con gli amici biancoblù andati avanti.