Nel panorama sportivo del nostro territorio, ci sono storie che superano i confini nazionali per abbracciare culture e successi lontani. È il caso di Zakaria Hamadi, ventottenne difensore nato a Busto Arsizio e cresciuto a Castellanza, che sta vivendo il momento più alto della sua carriera calcistica in Nord Africa. Il calciatore è tornato recentemente sotto i riflettori della cronaca non solo per i meriti sul campo, ma anche per una toccante intervista rilasciata al telegiornale regionale di Rai Tre, andata in onda nei giorni scorsi, in cui ha ripercorso le tappe di un’ascesa tutt'altro che lineare.
Zakaria Hamadi, di ruolo terzino sinistro, ha mosso i suoi primi passi sul rettangolo verde proprio a Castellanza, nelle giovanili neroverdi. Da lì, il talento del ragazzo di origini marocchine non è passato inosservato, permettendogli di spiccare il volo verso i settori giovanili di club prestigiosi come l'Atalanta e, successivamente, il Milan. Con la maglia rossonera, Hamadi ha vissuto l'emozione della convocazione in prima squadra, arrivando ad assaporare l'atmosfera della panchina in una sfida di Coppa Italia quando aveva solo 19 anni. In quel periodo, il suo profilo era considerato tra i più promettenti del vivaio, tanto da guadagnarsi diverse chiamate nella Nazionale azzurra Under 18.
Tuttavia, il salto definitivo nel calcio professionistico europeo si è rivelato più tortuoso del previsto. Dopo l'esperienza milanese, il giovane ha cercato fortuna in Sudamerica, sostenendo alcuni provini in Uruguay che però non hanno dato l'esito sperato. Al rientro in Italia, Hamadi ha attraversato un momento di profonda crisi personale, arrivando quasi a considerare l'idea di abbandonare l'attività agonistica per dedicarsi ad altri lavori. Come dichiarato ai microfoni di Rai Tre, fondamentale è stata la figura del padre, che lo ha spronato a non arrendersi facendogli capire che il calcio non è l'unica dimensione della vita, ma che possedeva ancora le doti per esprimersi al meglio.
La ripartenza è avvenuta lontano dall'Italia. Hamadi ha ripreso confidenza con il campo in Svizzera, vestendo le maglie di Chiasso e Yverdon Sport in Challenge League, per poi tentare l'avventura in Germania con la seconda squadra del Wolfsburg. Dopo un ulteriore passaggio in terra elvetica al Bellinzona, quattro anni fa è arrivata la chiamata del Maghreb Fès, squadra del massimo campionato marocchino. In Marocco, Zakaria ha trovato la sua dimensione ideale, culminata con la vittoria del titolo nazionale conquistata all’inizio di luglio.
Nell'intervista rilasciata alla Rai, il calciatore ha descritto con entusiasmo l'atmosfera che si respira negli stadi nordafricani, spiegando che «entrare in uno stadio davanti a 40 o 45 mila persone che ti supportano è qualcosa di incredibile». Il difensore ha sottolineato come la passione per il calcio in Marocco sia viscerale, con i tifosi che mettono la squadra e la società davanti a tutto, nonostante le possibili difficoltà quotidiane. Questo successo rappresenta per lui il premio più importante di un percorso che ha definito «altalenante», infondendogli nuova fiducia per il futuro della sua carriera.




