In Consiglio comunale a Busto martedì pomeriggio si è discusso del tema dei rifiuti: approvati il regolamento per l’applicazione della tariffa puntuale, il piano economico-finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani per il periodo 2026-2029 e le tariffe della Tarip per il 2026. La seduta è stata anche l’occasione per fare chiarezza sull’eventuale sanzione per chi non ritira i sacchi. E dal Pd è arrivata la protesta per i tanti abbandoni di rifiuti nei cestini pubblici. Una piaga che Agesp Ambiente proverà a contrastare anche con lo strumento degli steward ambientali.
Le tariffe
Nonostante gli aumenti dei costi di conferimento e dei prezzi energetici, non si registra nessun maxi rialzo per la Tarip, grazie a 900mila euro di risparmi di Agesp Ambiente. C’è “solo” un +4 per cento per le utenze domestiche (aumento pari all’inflazione) e un leggero risparmio per le non domestiche.
Il sindaco Emanuele Antonelli ha ricordato che lo scorso anno c’era stata un’iniezione di quasi un milione di euro dalle casse del Comune per annullare il rischio di un aumento importante sulle utenze domestiche. «Un intervento eccezionale e non strutturale», ha precisato Antonelli. E infatti quest’anno non è stato ripetuto.
Paolo Pedotti (Partito Democratico) avrebbe però auspicato qualche intervento: «Si chiede di più a fronte di un servizio che si sta assestando. Il fatto che il Comune non riesca a calmierare è un elemento di criticità».
Multa o non multa?
Nel corso del dibattito è emerso che circa il 15 per cento dei cittadini che pagano la parte fissa (e ancora più aziende) non ritirano l’attrezzatura. Dal Pd ma anche da Orazio Tallarida (Fratelli d’Italia) è arrivato l’invito a chiarire agli utenti se scatterà una sanzione per chi non ritira i sacchi azzurri. «Così è scritto nelle bollette e alcuni cittadini anziani, che utilizzano pochi sacchi, mi hanno contattato preoccupati», ha affermato Tallarida. Effettivamente, nella fattura di pagamento si evidenzia che «in caso di mancato ritiro verrà applicata la sanzione prevista dai regolamenti comunali».
Francesco Iadonisi, presidente di Agesp Ambiente, affiancato dal direttore generale di Agesp Gianfranco Carraro, ha precisato che non è prevista una sanzione se un utente non va a prendere i sacchi («Ma almeno la prima volta deve averli ritirati»).
C’è ancora chi però non risulta iscritto alla Tari, pur risiedendo o operando a Busto. Su questo fronte, Luigi Torretti ha fatto sapere che stanno partendo circa cento inviti al contraddittorio rivolti a cittadini e aziende.
Gli incivili
Se la società ha potuto rimarcare l’aumento della raccolta differenziata fino all’81 per cento e un’importante riduzione dell’indifferenziata da smaltire, il capogruppo del Pd Maurizio Maggioni ha posto l’accento sul tema dell’abbandono dei rifiuti: «I cestini sulle strade sono stracolmi – ha osservato –. Tutti i santi giorni traboccano e la spazzatura finisce sul marciapiede e questo va a disdoro della nostra città. Bisogna far qualcosa, perché questi cestini deturpano Busto». La colpa è ovviamente degli incivili e di chi attua questi comportamenti per non pagare la Tarip, a discapito della collettività.
«Siamo impegnati quotidianamente a svuotare i cestini – ha risposto Iadonisi –. E abbiamo chiesto all’amministrazione, oltre alle fototrappole, di avere degli steward ambientali nel nostro organico per andare alla ricerca dei responsabili degli abbandoni».
Tra gli interventi, quello del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani, che ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto sul fronte della tariffa rifiuti: «Il lavoro non è concluso – ha aggiunto –. Dobbiamo ancora investire energie sul tema dell'abbandono dei rifiuti e del decoro urbano. Serve certamente l'impegno dell'amministrazione e di Agesp, ma è indispensabile anche un salto di qualità da parte dei cittadini. Abbiamo già notato segnali incoraggianti: in alcune zone dove sono ancora presenti i cassonetti, sono migliorate la pulizia e la gestione delle aree circostanti. Sono piccoli ma importanti passi nella giusta direzione».




